Tra il 35,6% e il 95% dei climi superficiali oceanici del XX secolo – definiti dalla temperatura delle acque di superficie, pH e concentrazione del minerale aragonite – potrebbe scomparire entro il 2100, a seconda di come emissioni di gas serra si svilupperanno nella prima metà del XXI secolo: è quanto ha rilevato uno studio pubblicato su Scientific Reports. I risultati suggeriscono anche che tra il 10,3% e l’82% dell’oceano globale potrebbe sperimentare climi di superficie che non esistevano in precedenza.
Katie Lotterhos e colleghi hanno elaborato modelli di climi oceanici a livello mondiale per tre periodi di tempo: all’inizio del XIX secolo (1795-1834), fine del XX secolo (1965-2004) e fine del XXI secolo (2065-2104). Gli autori hanno confrontato questi modelli di clima in varie località utilizzando due scenari di emissione, RCP 4.5 e RCP 8.5. In tali scenari il volume dei gas serra emessi durante il XXI secolo, rispettivamente, o raggiunge un picco nel 2050 seguito da un aumento rallentato, oppure nel 2100, seguito da un aumento rallentato.
Confrontando gli scenari, gli autori sono stati in grado di mostrare quali climi oceanici del XIX e XX secolo non possono più essere trovati nel XXI secolo (scomparsa), e quali climi possono emergere nel XXI secolo, che non esistevano nel XVIII e nel XX (nuovi climi).
Gli autori hanno dimostrato che, mentre i climi oceanici non sono cambiati significativamente tra il XIX e il XX secolo, nel 2100, dal 10% all’82% della superficie dell’oceano potrebbe sperimentare nuovi climi con temperature più elevate, pH più acido, e minore saturazione di aragonite. L’aragonite è un minerale che i coralli e altri organismi marini usano per formare le conchiglie. Nello scenario RCP 4.5, il 35,6% dei climi oceanici di superficie potrebbe scomparire entro il 2100, dato che sale fino al 95% nello scenario RCP 8.5.
Gli autori hanno concluso che mentre alcune specie marine attualmente stanno al passo con il cambiamento del clima oceanico disperdendosi in nuovi habitat, ciò potrebbe non essere più possibile se i climi oceanici esistenti scompariranno, costringendo le specie ad adattarsi rapidamente ai nuovi climi o a scomparire.


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