Incendi e maltempo: +140% eventi estremi nell’estate 2021 aggrava il dissesto idrogeologico e il rischio frane

L’aumento del 140% di eventi meteo estremi nell’estate 2021 aggrava il rischio frane e la situazione di dissesto idrogeologico dell’intero territorio italiano

MeteoWeb

L’aumento del 140% di eventi meteo estremi nell’estate 2021, con siccità, caldo torrido, trombe d’aria, alluvioni, bombe d’acqua e grandinate, aggrava il rischio frane e la situazione di dissesto idrogeologico dell’intero territorio italiano. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dell’European Severe Weather Database (Eswd), che evidenzia un incremento esponenziale dei rischi legati ai cambiamenti climatici a partire dagli incendi al Centro Sud favorito dal vento caldo. Il fuoco che ha spazzato via interi boschi e coltivazioni va, infatti, – rileva Coldiretti – a privare il suolo delle protezioni necessarie per assorbire le precipitazioni più intense.

Ma a pesare è anche il fatto che gli effetti della tropicalizzazione del clima – sottolinea la Coldiretti – si abbattono su un territorio reso sempre più fragile dalla cementificazione che in Italia, nonostante la pandemia, nel 2020 – rileva la Coldiretti – è avanzata ad un ritmo di 2 metri quadrati al secondo con 7 milioni gli italiani che vivono in una situazione di incertezza determinata dall’andamento meteorologico che condiziona la vita e il lavoro. Una situazione che – evidenzia la Coldiretti – va affrontata con un crescente impegno nella pianificazione e nella manutenzione del territorio.

Per effetto delle coperture artificiali dal 2012 ad oggi il suolo non ha potuto garantire l’infiltrazione di oltre 360 milioni di metri cubi di acqua piovana che ora scorrono in superficie aumentando la pericolosità idraulica del territorio nazionale secondo l’Ispra. A questa situazione non è certamente estraneo il fatto che negli ultimi 25 anni ha fatto sparire oltre ¼ della terra coltivata (-28%) con la superficie agricola utilizzabile in Italia che si è ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari.  Per questo – continua la Coldiretti – l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività nelle campagne.

“In tale ottica un intervento strategico è la realizzazione di infrastrutture a partire dai bacini di accumulo, proposto dalla Coldiretti e non a caso inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) varato dal Governo Draghi” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel chiedere però “di accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, ancora ferma in Parlamento da quasi un decennio, che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio”.