Il Centro-Sud brucia: ancora incendi in Sicilia, trovati tre inneschi a Pescara, mille evacuati in Molise – VIDEO

E' emergenza incendi al Centro-Sud stretto nella morsa del caldo africano: 717 gli interventi effettuati nelle ultime 24 ore dai Vigili del Fuoco, il punto della situazione

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Da giorni, il Centro-Sud dell’Italia brucia per il caldo e gli incendi, stretto nella morsa di una feroce ondata di caldo africano. Dalla Sardegna, alla Sicilia, fino all’Abruzzo, passando per il Molise, la Puglia e la Calabria, è emergenza per i roghi che continuano a divorare i territori, favoriti dalle temperature in grado di superare i +40°C per diversi giorni consecutivi. Sono centinaia gli incendi che stanno mettendo in ginocchio molte regioni del Centro-Sud, costringendo i Vigili del Fuoco ad una lotta estenuante con le fiamme.

Sono 717 gli interventi effettuati nelle ultime 24 ore dai Vigili del Fuoco per incendi di bosco e vegetazione su tutto il territorio nazionale. Per i 49 roghi più gravi è stato necessario l’intervento delle flotta aerea del Corpo. La situazione più drammatica si registra in Sicilia, dove nelle ultime 24 ore ci sono stati 257 interventi dei Vigili del Fuoco tra la province di Catania, Palermo, Agrigento, Caltanissetta e Siracusa. Allarme rientrato, invece, a Pescara dove nel pomeriggio di ieri un vasto incendio aveva colpito la pineta Dannunziana. Ad Ortona, nel Chietino, 80 Vigili del Fuoco e 30 mezzi antincendio sono stati impegnati per un domare le fiamme in una pineta, ora in bonifica.

Complessivamente ammontano a 37.407 gli interventi effettuati dai Vigili del Fuoco nel 2021, 16 mila in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tra le regioni più colpite la Sicilia con 8.669 interventi, la Puglia con 8.628 e la Calabria con 3.785. Dal 15 giugno a oggi, in 1.156 casi si è reso necessario l’intervento di Canadair o elicotteri.

Incendi: mille sfollati in Molise

Campomarino

Gli incendi non danno tregua al Basso Molise. È stata una nottata di lavoro per i Vigili del Fuoco, impegnati senza sosta sui focolai divampati ieri pomeriggio a Campomarino Lido e a Guglionesi (Campobasso). Gli incendi sono proseguiti e sono tuttora in corso le operazioni di spegnimento in piu’ punti della costa ed anche in territorio di San Giacomo degli Schiavoni (Campobasso). Complessivamente sono state evacuate circa mille persone, rientrate nella tarda serata di ieri. A Guglionesi sono stati 15 gli appartamenti lasciati dalle famiglie durante l’incendio che ha lambito l’abitato e 40 le persone sfollate. Secondo quanto accertato dalle forze dell’ordine, a Campomarino sono stati sfollati i turisti del camping Marinelle che ha subito dei danni dai roghi ad otto gazebo e al bar. Sono stati evacuati i villeggianti anche nelle altre due strutture vicine: “La Pineta” e “Da Corrado”. Hanno lasciato le case i vacanzieri di 3 palazzine da 24 unita’ abitative ciascuna, situate all’interno del residence del “Porto” e gli inquilini di 84 abitazioni ubicate tra via Tulipani e via Mimosa del Lido. I soccorsi sono stati condotti dai Carabinieri, dalle numerose associazioni di Protezione civile presenti a Campomarino, Guglionesi e Termoli e Guardia costiera per gli interventi via mare. A Termoli il Sae 112 ha prestato assistenza nella stazione di Termoli ai passeggeri di tre treni bloccati fin quasi all’alba. Le operazioni di spegnimento sono state portate avanti dai Vigili del Fuoco di Termoli, Santacroce di Magliano (Campobasso) e Campobasso con il supporto di un elicottero. Bloccata per oltre 3 ore la Ss 16 Adriatica in territorio di Campomarino: dalle 17 alle 20 circa e la ferrovia fino a notte inoltrata.

Incendi in Sicilia

Ennese. Foto di Filippo Nicotra

La Sicilia, arroventata da giorni da temperature ben oltre i +40°C, brucia ancora, dal Palermitano al Catanese al Messinese. Sono 33 le squadre di volontari di Protezione civile provenienti dal Nord Italia che daranno una mano per contrastare l’eccezionale ondata di incendi che sta colpendo la regione. Oggi viaggeranno sui mezzi dotati di sistemi di spegnimento. È la prima risposta alla richiesta di “dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale di Protezione civile” che il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, d’intesa con il capo della Protezione civile regionale, ha avanzato nelle scorse ore al premier Mario Draghi. “L’iniziativa del governatore si è resa necessaria di fronte all’aggravarsi del rischio di incendi, dovuto all’eccezionale situazione meteoclimatica con temperature torride che interessa tutta la Sicilia e che potrebbe protrarsi per oltre una settimana”. Il riconoscimento dello “stato di mobilitazione” determina un concorso straordinario di risorse extra-regionali, sia in termini di uomini sia di mezzi appartenenti ai vigili del fuoco e al volontariato. Le squadre di volontari che si stanno già preparando provengono da Emilia, Friuli, Veneto, Trento, Bolzano, Piemonte e Lombardia. Si tratta di personale esperto in antincendio.

Centinaia di animali morti negli incendi in Sardegna

incendi sardegna

L’enorme incendi che ha devastato l’Oristanese nei giorni scorsi ha mandato in fumo oltre 20 mila ettari di terreno, ucciso centinaia di animali e distrutto migliaia di case e attività. E qualche focolaio è ancora attivo nel Montuiferru. L’unica grande vittoria è che in questo inferno di fiamme, non ci sono state vittime tra le persone. Sembra ripetersi la stessa tragedia del 1994 nell’Oristanese, quando nell’agosto di quell’anno, le fiamme distrussero oltre 12 mila ettari di bosco tra Seneghe, Bonarcado, Cuglieri, Santulussurgiu e Scano Montiferru.

Indagini in corso per l’incendio a Pescara

Un devastante incendio si è sviluppato ieri nella zona sud di Pescara, provocando danni enormi alla Riserva Dannunziana, che da un verde lussureggiante è passato alla desolazione del nero causato dalle fiamme. Se la situazione dell’incendio è ormai sotto controllo, i carabinieri di Pescara e i carabinieri forestali hanno gia’ avviato le indagini per scoprire le cause del rogo: al momento non si esclude nessuna ipotesi. I militari gia’ stamani hanno effettuato i primi sopralluoghi. Gli investigatori stanno inoltre acquisendo vario materiale, tra cui i filmati delle videocamere di sorveglianza, ed ascoltando residenti e testimoni. In base alle verifiche dei Vigili del Fuoco, sono 3 i punti di innesco, cioe’ le aree da cui le fiamme sono partite e su cui sono in corso accertamenti. La Procura di Pescara gia’ ieri ha aperto un fascicolo sull’episodio, per fare piena luce su quanto accaduto. Ieri alle operazioni di soccorso hanno partecipato, insieme a tutte le forze dell’ordine, anche i carabinieri. Sei militari, nel fornire supporto alle persone che dovevano essere evacuate, hanno riportato una lieve intossicazione e sono finiti in ospedale. Ora sono tutti in buone condizioni di salute.

Di seguito, due video delle operazioni dei Vigili del Fuoco che mostrano la devastazione causata dal vasto incendio.

Le apocalittiche immagini della distruzione dell’incendio a Pescara [VIDEO]

Enorme incendio a Pescara, le immagini dall’elicottero dei Vigili del Fuoco [VIDEO]

Uncem: “per la Pineta Dannunziana serviva prevenzione”

L’incendio — afferma Matteo Colarossi, presidente dell’ordine di Pescara — che sta interessando Villaggio Alcione, Fosso Vallelunga e la Riserva della Pineta Dannunziana già lo scorso giugno era stato interessato da un rogo. La pineta si trova all’interno della città di Pescara e per la sua composizione quasi monospecifica a Pino d’Aleppo (Pinus halepensis Mill.) è ad altro rischio pirologico, come inquadrato anche dalla carta del rischio pirologico della Regione Abruzzo. Nonostante la ripetuta manifesta contrarietà di agronomi e forestali, attualmente per il piano di assetto naturalistico, la Pineta e le aree del Fosso Vallelunga, per scelta, non vengono manutenute ai fini antincendio.Si è scelto, pericolosamente, di non sfalciare l’erba nei fossi, sotto i pini e di recintare il tutto lasciando a evoluzione naturale. Stessa decisione in merito alberi morti in piedi o caduti a terra che non vengono rimossi. Non sarà mai troppo presto capire che gestire permetterà di valorizzare, proteggere e migliorare in biodiversità e resilienza i nostri boschi e foreste”.

Uncem, con il Conaf, non si stanchera’ di ripeterlo: il nemico degli incendi e degli incendiari e’ proprio la selvicoltura preventiva. Gestire permettera’ una volta per tutte di valorizzare, proteggere e migliorare in biodiversita’ e resilienza i nostri boschi e foreste”. Lo afferma Marco Bussone, presidente nazionale Uncem. “In mezzo a gufi che affermano che boschi urbani e montani possono crescere come vogliono e dove vogliono – spiega in una nota – Uncem sta con la scienza. E dopo gli incendi delle ultime settimane, compreso quella di ieri nella Pineta Dannunziana di Pescara, stiamo con gli scienziati. E con gli Ordini degli Agronomi e Forestali e con il loro Consiglio nazionale. L’Ordine di Pescara ribadiva da anni l’appello a ricominciare le attivita’ di prevenzione antincendio con la gestione forestale attiva della Pineta. L’Ordine e’ chiaro, nella nota di ieri: ‘Attualmente per il piano di assetto naturalistico vigente, la Pineta e le aree del Fosso Vallelunga, per scelta, non vengono manutenute ai fini antincendio. Si e’ scelto, pericolosamente, di non sfalciare l’erba nei fossi, sotto i Pini e di recintare il tutto lasciando a evoluzione naturale. Stessa decisione in merito alberi morti in piedi o caduti a terra che non vengono rimossi’. Questo per Uncem e’ assurdo e grave. Mi unisco a quanto affermato nelle scorse ore dal Presidente Matteo Colarossi, ovvero di ‘cambiare immediatamente le scelte del Piano di assetto naturalistico abbandonando i vincoli legati all’evoluzione naturale e attuando una Gestione Attiva Selvicolturale volta a prevenire gli incendi. Il fuoco si combatte a fiamme spente”.