La tempesta tropicale Henri tocca terra in Rhode Island: mille voli cancellati e onde alte fino a 6 metri nel Nord-Est degli USA – FOTO

La tempesta tropicale Henri ha toccato terra in Rhode Island, nel Nord-Est degli USA, portando forti venti e inondazioni: stato di emergenza in 3 stati

  • Foto di CJ Gunther / Ansa
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MeteoWeb

La tempesta tropicale Henri ha toccato terra sulla costa nordorientale degli USA all’altezza dello stato di Rhode Island, in piena emergenza inondazioni. Il National Hurricane Center (NHC) ha dichiarato che Henri ha compiuto il landfall intorno alle 12:30 (ora locale) nella città di Westerly, dopo essere passato sopra Block Island, piccola ma popolare isola turistica. Henri, declassato a tempesta tropicale mentre si avvicinava al landfall, stava portando venti massimi di 96km/h, producendo onde fino a 5,8 metri in alcune località prima di toccare terra (vedi foto della gallery scorrevole in alto).

Rhode Island ha chiuso i grandi ponti dello stato a causa degli alti venti. Tutte le strade della comunità di Misquamicut sono state chiuse a causa delle inondazioni provocate dal vento. Misquamicut è un piccolo insieme di hotel e cottage sulla spiaggia: è stato gravemente danneggiato dallo storm surge provocato dall’uragano Sandy nel 2012. Quasi 74.000 persone sono senza energia elettrica nel Rhode Island e quasi 20.000 in Connecticut.

Milioni di persone sono pronte a inondazioni, blackout e alberi abbattuti a causa della tempesta. Oltre mille finora i voli cancellati, con gli scali internazionali di Newark e Boston Logan finora i più colpiti. Le città del New Jersey stanno riportando forti piogge e strade allagate. Alcune località hanno già raggiunto 200mm di pioggia. A New York, molte delle stazioni della metropolitana sono rimaste allagate e decine di auto intrappolate dall’acqua nei sottovia. Chiuse anche tutte le linee ferroviarie, locali e ad alta velocità, del corridoio tra la Grande Mela e Boston. E problemi anche per la circolazione stradale, con molte vie di comunicazione chiuse per gli allagamenti.

Il presidente americano Joe Biden ha approvato la dichiarazione dello stato di emergenza per gli stati di New York, Connecticut e Rhode Island. Tutta la costa nordorientale degli USA è in stato di allerta con oltre 35 milioni di persone interessate dal rischio inondazioni, soprattutto nell’area di Boston, New York, Filadelfia e in New Jersey. Il rischio piogge è al livello 3 su 4 e sono attese in molte aree alluvioni con il livello dell’acqua che dovrebbe raggiungere fino a 12-15 centimetri di altezza.

Per ritrovare nell’area di Long Island e nella regione del New England una situazione così, bisogna risalire a 30 anni fa, quando l’uragano Bob si abbatté sulle coste di Massachusetts e Connecticut nel 1991 e l’uragano Gloria sferzò Long Island nel 1985.

Intanto, sono almeno 16 i morti a causa della catastrofica alluvione che ha colpito lo stato americano del Tennessee. Due delle vittime sono una coppia di gemellini di sette mesi strappati via ai genitori dalla forza dell’inondazione seguita alla precipitazione record che ha inondato la loro abitazione e li ha trascinati via. L’alluvione ha distrutto la piccola cittadina di Waverly, a meno di 100 chilometri da Nashville, che adesso è quasi totalmente sommersa dall’acqua. Si cercano decine di persone: secondo le autorità, 51 risultano disperse.