La Hanon Systems di Campiglione Fenile (Torino) ha comunicato questa mattina il “ritiro immediato” dell’obbligo di Green Pass per la mensa aziendale. I sindacati, che avevano proclamato per oggi due ore di sciopero alla fine di ogni turno, hanno revocato l’astensione dal lavoro dopo la decisione dell’azienda di ritirare il provvedimento anche alla luce della circolare della Regione Piemonte. Un chiarimento, che riguarda in modo specifico i dipendenti regionali senza obbligo vaccinale e che richiama la circolare del Ministero dell’Interno del 5 agosto sul personale del Dipartimento di Pubblica sicurezza per il quale l’accesso alle mense di servizio prevede l’esenzione dal Green Pass.
“Una grande vittoria della Fim Cisl“, commenta davanti ai cancelli della azienda specializzata in componenti elettronici Davide Provenzano, leader del sindacato. “Ci abbiamo creduto sin dall’inizio e anche la Regione Piemonte ci ha dato ragione, per cui oggi i lavoratori mangeranno tutti insieme”, aggiunge Provenzano. “Come Fim-Cisl abbiamo aperto una vertenza in Hanon che e’ diventata apripista su tutto il territorio nazionale – aggiunge Provenzano – Serve un chiarimento sul Green Pass: persone che lavorano otto ore gomito a gomito non possono essere divise a mensa. La pandemia ci ha costretto ad adottare misure, i protocolli anti Covid hanno funzionato. Riteniamo quindi che questa vertenza vinta dalla Fim Cisl con coerenza e impegno sia di insegnamento per tutte le vertenze nazionali“.
“In azienda c’e’ stato molto dibattito e non nascondo di avere sofferto. Il ritiro del provvedimento e’ stata una vittoria“, dice Flavio, dipendente della Hanon System, che puo’ finalmente mangiare in mensa. “Ho il certificato verde, perche’ ho fatto la malattia e non appena possibile mi vaccinero’ – precisa – ma e’ importante che ognuno abbia il tempo necessario per capire che cosa fare della propria vita. Quel provvedimento, purtroppo, generava discriminazione”. “In questi giorni non ho pranzato, mi sono rifiutato di andare in mensa, ci torno oggi – dice ancora Flavio – E’ stato difficile far capire ai colleghi la discussione, c’e’ stata un po’ di caccia alle streghe, ma poi le persone hanno capito che la dignita’ delle persone viene prima di tutto”.


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