Le eruzioni del vulcano di Santorini influenzate dal livello del mare

Gli scienziati hanno ricostruito gli ultimi 360mila anni di storia eruttiva del vulcano Santorini e dei livelli del Mediterraneo

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Secondo una ricerca pubblicata su Nature Geoscience, coordinata da ricercatori delle università britanniche di Portsmouth e Leicester, l’attività del vulcano di Santorini, Thera, in Grecia, è influenzata dal cambiamento del livello del mare.
Il team ha analizzato i dati relativi al livello del mare durante gli ultimi 4 cicli glaciali e gli strati di pomice e cenere nei sedimenti marini raccolti nelle zone limitrofe all’isola greca.
Santorini è uno dei più importanti vulcani del Mediterraneo, che intorno al 1600 a.C. ha dato vita ad una violentissima esplosione considerata una dalle più potenti degli ultimi 10mila anni: l’eruzione alterò il clima per anni e i suoi effetti diretti e indiretti portarono probabilmente alla scomparsa della civiltà minoica.
Analizzando con grande precisione i cambiamenti del livello del mare in questi ultimi 360mila anni e comparandoli con le 211 eruzioni avvenute nel medesimo intervallo di tempo, gli scienziati hanno rilevato una correlazione diretta tra eruzioni e livello del mare.
Secondo gli esperti, 208 eruzioni si sarebbero verificate quando il livello del mare era sceso di almeno 40 metri rispetto a quelli attuali, un fenomeno che si è verificato ciclicamente più volte a causa dell’estensione o della riduzione delle calotte glaciali.
Nonostante non sia stata del tutto chiarita la causa di questa correlazione, questa maggiore attività per i ricercatori sarebbe dovuta forse al fatto che l’assenza di acqua attorno alle parti più alte della camera magmatica possa facilitare la risalita del magma.
Il comportamento delle camere magmatiche, hanno spiegato gli autori, è influenzato dalla pressione del materiale sovrastante, che spinge verso il basso. I processi erosivi e tettonici che rimuovono o aggiungono sedimenti possono potenzialmente modificare l’attività eruttiva per lunghi periodi di tempo. Nelle scale temporali di migliaia di anni, i livelli dell’acqua superficiale potrebbero quindi spostare una massa sufficiente a provocare alterazioni nelle camere magmatiche.
I modelli elaborati hanno rivelato che quando le acque si ritirano, la camera magmatica del vulcano subisce una tensione che può fratturare la crosta e portare alla propagazione del magma verso l’alto.
Gli autori hanno precisato, infine, che, con il livello del mare in aumento, le brevi eruzioni di Thera potrebbero verificarsi con una frequenza nettamente inferiore, sebbene persista il pericolo di fenomeni eruttivi a elevata intensità.