L’attuale ondata di caldo che da giorni ha investito la nostra penisola colpendo prima il Sud e spostandosi ora verso Nord, è stata identificata col termine quasi apocalittico di Lucifero. Un’associazione di idee quasi scontata per molti, ma in realtà formalmente sbagliata.
Ma andiamo con ordine. Lucifero, secondo una tradizione medievale che interpretava alcuni passi biblici, era uno dei Serafini. Era l’angelo più bello e luminoso del creato, tanto che il suo nome, Luficero, significa proprio “portatore di luce”. L’angelo si era però ribellato a Dio per superbia e invidia, fiancheggiato da altri angeli, ma fu sconfitto dall’arcangelo Michele e dal Cielo precipitò al centro della Terra, trasformandosi così in un mostro. Un mostro molto audace e arrivista che divenne il principe dei diavoli. La tradizione, ripresa da Dante, narra che al contatto con Lucifero la Terra si ritrasse dando origine alla voragine infernale nell’emisfero nord e alla montagna del Purgatorio in quello sud.
Il punto della Divina Commedia in cui Dante vede Lucifero narra di Virgilio che, spostandosi e lasciando la visuale libera a Dante, dice: “Ecco Dite, ecco il luogo dove conviene armarsi di coraggio“. La sensazione che il sommo poeta prova è quella di un’aria gelata e fioca, ma il lettore è meglio che non chieda nulla, “ch’ogne parlar sarebbe poco“, ovvero qualsiasi parola sarebbe insufficiente. Dante ci tiene a precisare che non morì ma non rimase nemmeno vivo, locuzione che oggi sostituiremmo con “mezzo morto“. Ed ecco come descrive l’apparizione vera e propria:
«Lo ‘mperador del doloroso regno
da mezzo ‘l petto uscia fuor de la ghiaccia.»
(vv. 28-29)
Dante, dunque, vede Lucifero come un imperatore decaduto, con aura regale, che se ne sta conficcato nel ghiaccio fino al petto. È stato sconfitto e reso impotente da Dio, quindi è anche ridicolizzabile dagli uomini.
Ora, la presente ondata di caldo è stata definita ‘Lucifero’, che però se ne sta al centro della Terra dentro un lago di ghiaccio! Nella puntata 31 degli appuntamenti di MeteoWeb con la commedia di Dante che pubblicheremo sabato 11 settembre, si leggerà: “Ho dovuto mettere in scena la caduta di Lucifero e la surgelazione di Satana, così la gente avrebbe pensato che tutto era finito – una storia chiusa, un vicolo cieco. E’ stata la Grande Truffa tutt’ora attuale e documento non ancora falsificato in modo rigoroso”.
Nella Divina Commedia, dunque, Dante colloca in fondo all’Inferno il Cocito, un lago completamente ghiacciato a causa del vento freddo causato dallo sbattere delle sei enormi ali di pipistrello di Lucifero. Il lago del Cocito è suddiviso in quattro zone concentriche: la Caina, dove si trovano immersi fino al collo e la testa all’ingiù i traditori dei parenti; l’Antenora Dante dove vi sono i traditori della patria; la Tolomea dove si trovano i dannati traditori degli ospiti, distesi supini con l’intero corpo nel ghiaccio e la sola testa fuori, volta all’insù; la Giudecca con i traditori dei benefattori, completamente immersi nel ghiaccio nelle più varie posizioni.
Non è il fuoco, ma il gelo la punizione eterna. Il pozzo dei Giganti nella Divina Commedia è fatto di ghiaccio e Lucifero vi è immerso fino al petto.
E’ un po’ come il surriscaldamento, che ha luogo in un sistema che non è in grado di dissipare il calore che produce (vedi le vecchie Fiat 600 il cui radiatore era collocato in una posizione infelice e quindi poco adatto a dissipare il calore prodotto dal motore); al contrario, un corpo celeste non è in grado di surriscaldarsi perché ha a disposizione tutto lo spazio cosmico, praticamente allo zero assoluto, verso cui emettere la radiazione termica e mantenersi pertanto in un regime stazionario o quasi. Dunque: riscaldamento terrestre sì, surriscaldamento terrestre no, perché fisicamente impossibile. Il termine “surriscaldamento” ha un tono molto più drammatico di “riscaldamento” ma ciò ha valore giornalistico e non vale per la scienza del clima.


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