È un’estate caratterizzata da violenti fenomeni meteo, soprattutto al Nord, sferzato da nubifragi, grandine, trombe d’aria e frane. In Piemonte, questa estate, il maltempo ha distrutto 10mila ettari di colture e provocato danni per 32 milioni di euro tra produzioni e strutture duramente colpite, secondo le prime stime di Coldiretti Piemonte. A farne le spese sono soprattutto il mais, i cereali, la frutta, le verdure e la vite.
“Tutti questi ultimi eventi si sommano a quanto gia’ avvenuto nelle scorse settimane e la grandine e’ l’evento piu’ dannoso perche’, dove ha colpito, ha distrutto in pochi minuti il 100% del lavoro di un intero anno – spiegano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Una vera calamita’ in un momento particolarmente delicato per le coltivazioni agricole con la raccolte in corso mentre ci si avvicina anche alla vendemmia“. “Questa situazione ormai non puo’ piu’ essere trattata come una semplice emergenza, dal momento che si innesta su eventi ormai continui di vere e proprie bombe d’acqua rapide e violentissime. Per affrontare i danni causati dagli eventi estremi che stanno devastando i nostri territori – concludono Moncalvo e Rivarossa – servono strumenti di gestione del rischio sempre piu’ avanzati, di semplice accesso per le nostre imprese, efficaci e con meno burocrazia”.


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