Nicola Zingaretti è di nuovo in quarantena dopo la positività della moglie: sono entrambi vaccinati ma per il governatore è il terzo isolamento

Vaccinarsi aiuta a sviluppare in maniera meno violenta la malattia e i relativi sintomi, ma non protegge dal contagio e non impedisce di contagiare: la vicenda familiare di Zingaretti ne è la prova

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Nicola Zingaretti, che era risultato positivo al Covid nel mese di marzo 2020 e ne era guarito senza grandi conseguenze dopo pochi giorni, è di nuovo in isolamento a causa del virus. Questa volta ad essere risultata positiva è la moglie del presidente della Regione Lazio, Cristina Berliri, che si è infettata nonostante abbia ricevuto la doppia dose vaccino. Il suo stato di salute è buono: è asintomatica e si trova in casa insieme al marito, costretto alla quarantena fiduciaria sebbene sia risultato negativo al tampone di controllo.

Per il Governatore del Lazio è la terza quarantena da inizio pandemia. La prima fu quella di marzo, la seconda lo scorso aprile, quando il virus contagiò un componente del suo staff. La signora Berliri è risultata positiva nonostante la doppia dose di vaccino, a causa di un valore anticorpale basso. Il presidente dovrà ora restare in quarantena per altri 3 giorni.

Il fatto che Zingaretti e la moglie siano entrambi vaccinati ma lui debba comunque stare in quarantena – dato che può contagiarsi e contagiare come chiunque altro – insieme al fatto che la signora Cristina goda di ottima salute nonostante il contagio (proprio come il marito un anno e mezzo fa senza copertura vaccinale), è l’ennesima dimostrazione di come la linea del governo di proclamare una sorta di ‘liberi tutti’ solo per i vaccinati, soprattutto attraverso l’utilizzo del Green Pass alla stregue di un lasciapassare e non come una semplice certificazione (scopo per cui è stato ideato), sia la strada sbagliata verso la convivenza con la pandemia. Vaccinarsi aiuta a sviluppare in maniera meno violenta la malattia e i relativi sintomi, ma non protegge dal contagio e non impedisce di contagiare.

La convivenza con il Covid, che non può più prevedere chiusure e misure restrittive, pena il futuro del Paese, deve essere edificata su altre fondamenta diverse dal vaccino, sebbene quest’ultimo resti indispensabile per i soggetti a rischio: anziani e individui deboli con patologie.