La ricerca shock sugli integratori alimentari: “la metà è inutile, non si scioglie nell’organismo”

Molti integratori alimentari presenti sul mercato "non rilasciano sostanze e rischiano di rivelarsi inutili"

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Gli italiani sono i maggiori consumatori in Europa di integratori alimentari, ma molti di quelli presenti sul mercato “non rilasciano sostanze e rischiano di rivelarsi inutili“: a rilevarlo indicarlo sono i risultati delle analisi effettuate da Il Salvagente, che ha mostrato come alcuni di quelli in compresse “non sono sempre in grado di disaggregarsi in un fluido acquoso assorbibile dall’intestino“.
L’indagine, condotta da Fabiana Quaglia, ordinario di Tecnologia e legislazione farmaceutiche all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha preso in esame 6 tipi diversi di integratori dimostrando che in 3 casi non si sono disgregati e pertanto non hanno potuto rilasciare né rendere disponibili i micronutrienti che contenevano. “Dobbiamo distinguere innanzitutto tra compresse e capsule: le capsule sono involucri di gelatina prodotti da grandi multinazionali con tutti i controlli del caso. Dunque certamente si disgregano. Le compresse, invece, se non vengono prodotte con buone tecniche di galenica farmaceutica corrono il rischio evidenziato in questa ricerca,” ha precisato Germano Scarpa, presidente di Federsalus, l’associazione che rappresenta la filiera del mercato degli integratori alimentari. In merito manca una normativa europea che imponga verifiche specifiche: “Porterò i dati alla prima assemblea degli associati, per sensibilizzarli su un problema che ritengo importante” e “faremo i passi necessari“.

Risultati scioccanti quelli che emergono da uno studio compiuto dalla professoressa Fabiana Quaglia, ordinario di Tecnologia e legislazione farmaceutiche all’Università degli studi di Napoli Federico II, dipartimento di Farmacia laboratori di Tecnologie farmaceutiche. Solamente la metà degli integratori alimentari analizzati svolgerebbe l’effettiva funzione per la quale lo stesso viene messo in commercio, ossia liberare nell’organismo le sostanze in esso contenute, mentre quasi la metà dei campioni analizzati terminerebbero il loro “viaggio” intatto.
Un mercato fiorente, se consideriamo che l’Italia è il primo paese in Europa per consumo di integratori alimentari con più di 3,2 miliardi di euro spesi ogni anno, per quasi 32 milioni gli italiani che fanno uso di integratori alimentari,” commenta il Codacons.

Questi risultati possono dimostrare la sostanziale inutilità di moltissimi prodotti presenti sul mercato italiano, che però vengono venduti pubblicizzando ipotetici e fantasmagorici risultati sul nostro organismo – denuncia il Presidente Nazionale del Codacons, Marco Donzelli – e facendo spendere ogni anno miliardi di euro ai consumatori italiani; è il momento di mettere un freno a questo mercato, per questo motivo analizzeremo nel dettaglio lo studio proposto, e porteremo in Tribunale tutte le società che stanno mettendo sul mercato prodotti inutili per i consumatori, per pratiche commerciali scorrette, ingannevoli e/o comunque aggressive come disciplinato dal Codice del Consumo“.