Vaccini, Oms: “Non ci sono dati conclusivi sulla terza dose, ma gli stati ricchi si muovono in questo senso”

"Quando alcuni paesi possono permettersi di avere il richiamo e altri non vaccinano nemmeno con la prima o la seconda dose è una questione morale"

I dati sui benefici e sulla sicurezza di un altro richiamo di vaccino anti-Covid 19 “non sono conclusivi“. E’ quanto dichiarato dal direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante un briefing con la stampa, sottolineando che però “gli stati più ricchi continuano a muoversi in questo senso“. “Quando alcuni paesi possono permettersi di avere il richiamo e altri non vaccinano nemmeno con la prima o la seconda dose è una questione morale“, ha detto. “Con una grande parte della popolazione non vaccinata, soprattutto nei paesi a basso e medio reddito, stiamo dando l’opportunità al virus di circolare, il che significa che emergeranno nuove varianti”. “Siamo sulla stessa barca e mostrare una vera solidarietà è nell’interesse di tutti” ha aggiunto Ghebreyesus.

Usa verso l’ok alla terza dose 6 mesi dopo la seconda

L’amministrazione Biden si appresta ad approvare la terza dose del vaccino per il Covid per gli adulti almeno sei mesi dopo la somministrazione della seconda, in anticipo quindi di due mesi rispetto agli otto mesi inizialmente previsti. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il via libera per i ‘booster’ di tutti e tre i vaccini gia’ approvati negli Stati Uniti – Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson – e’ atteso per la meta’ di settembre.

Letta: “La terza dose? Fidarsi delle scelte”

Io sono uno di quelli che pensa che questi dibattiti non vanno improvvisati ma vanno lasciati alle autorita’ competenti e bisogna fidarsi poi delle scelte che verranno fatte”. Lo afferma il segretario del Pd Enrico Letta a margine di un incontro nel Senese rispetto alla necessita’ o meno della terza dose di vaccino contro il Covid. “Sono per la massima estensione possibile di tutti i criteri di sicurezza che verranno posti – prosegue – e sono molto preoccupato che a livello globale c’e’ stata una fortissima divisione tra Paesi ricchi e quelli poveri lasciati a se stessi”.