Dal reggiseno che segnala l’arresto cardiaco al cappuccio per individuare i problemi neurologici, arrivano i capi d’abbigliamento che salvano la vita

Numerose startup stanno creando capi d’abbigliamento con sensori per individuare i problemi salute e sostituire molti esami medici

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Numerose startup in tutto il mondo stanno creando capi di abbigliamento ipertecnologici che puntano a sostituire molti esami solitamente eseguiti presso uno studio medico. Tra questi, per esempio, ci sono un reggiseno per segnalare un potenziale arresto cardiaco, un cappuccio per individuare problemi neurologici, una tutina per scoprire disturbi del neurosviluppo nei neonati.

Come rivela il Wall Street Journal, c’e’ esempio Nanowear, con sede a New York, che ha speso circa 12 milioni di dollari per sviluppare SimpleSense, una fascia foderata con miliardi di nanosensori che viene indossata vicino al petto e sulla spalla destra, acquisendo dati come frequenza cardiaca e pressione sanguigna. Con un’app dal proprio smartphone si puo’ avviare e interrompere la registrazione e trasmetterla ad un medico tramite un portale online. Quattordici cliniche negli Stati Uniti utilizzano attualmente il dispositivo su piu’ di 500 pazienti. Nanowear sta anche sviluppando algoritmi per analizzare i dati in modo da prevedere disturbi come il rischio di insufficienza cardiaca o malattie polmonari, che il Ceo Venk Varadan si aspetta vengano attivati entro pochi anni.

Bloomertech, una startup con sede a Boston, ha invece raccolto 3 milioni di dollari per sviluppare un reggiseno che i medici potrebbero prescrivere per aiutare a segnalare il potenziale arresto cardiaco nelle donne con l’obiettivo di prevenirlo. L’azienda mira a commercializzare il prodotto il prossimo anno.

BioSerenity, startup con sede a Parigi, ha sviluppato Neuronaute, un cappuccio stratificato con superfici conduttive e una camicia dotata di elettrodi: gli indumenti monitorano l’attivita’ neurologica e fisiologica di chi li indossa. Circa 30.000 pazienti utilizzano questa tecnologia in Francia e negli Stati Uniti per individuare malattie come epilessia e morbo di Alzheimer. “Stimiamo di poter ridurre il tempo necessario per una diagnosi di diversi mesi, se non anni”, ha detto il Ceo Pierre Frouin.

Poi c’e’ la tutina intelligente sviluppata dai ricercatori dell’Universita’ di Helsinki, che potrebbe essere utilizzata per quantificare in modo affidabile i ritardi dello sviluppo neurologico nei neonati. E alla North Carolina State University sono stati spesi 10 anni e 2,5 milioni di dollari per sviluppare indumenti in poliestere ed elastan a prova di zanzara, efficaci al 100% nel prevenire le punture.