Covid: “focolaio al Sant’Eugenio di Roma, contagiati diversi operatori sanitari”, ma l’Asl rassicura: “nessun allarme”

"Preoccupa non poco la notizia della chiusura di tre reparti, negli ultimi giorni, all'Ospedale Sant'Eugenio di Roma", ma l'Asl rassicura: "la situazione non desta preoccupazione"

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Occorre verificare quanto prima la reale condizione in cui si trova il Sant’Eugenio di Roma riguardo i focolai che si sono sviluppati in alcuni reparti, intervenendo per riportare la situazione alla normalità,” è quanto ha affermato in una nota William De Vecchis, senatore della Lega e firmatario dell’interrogazione depositata ieri. “E’ notizia recente di come siano stati chiusi i reparti di Medicina, Geriatria e Nefrologia e dunque sospesi i ricoveri poiché sarebbe divampato un focolaio che ha coinvolto anche diversi operatori sanitari. Una situazione che purtroppo riprende quanto già visto nel 2020, come denunciano alcuni sindacati degli infermieri. La Lega quindi chiede al Ministro della Salute se ritenga – come noi riteniamo – doveroso e urgente avviare gli opportuni accertamenti in merito all’attuale situazione del Sant’Eugenio di Roma ed intervenire per evitare che situazioni simili possano ripetersi“.

L’interrogazione si riferisce in particolare a quanto ha raccontato da sabato scorso “Il Tempo” grazie al suo collaboratore Antonio Sbraga: secondo il quotidiano, nel nosocomio dell’Eur è divampato un focolaio Covid, e la struttura sarebbe infatti “ancora in quarantena“.

Ci preoccupa non poco, la notizia della chiusura di tre reparti, negli ultimi giorni, all’Ospedale Sant’Eugenio di Roma. Nefrologia, Medicina e Geriatria sono rimasti ufficialmente inaccessibili per almeno due giorni. Trascorrono inesorabili le ore, i nostri referenti locali ci informano di file interminabili di colleghi al Drive In per il tampone. Seduta stante, vogliamo che ci dicano quanti infermieri si sono già contagiati. E soprattutto, per la tutela dei professionisti della salute, abbiamo già inviato una nostra richiesta ufficiale che arriverà nelle prossime ore sul tavolo della Direzione Sanitaria del Sant’Eugenio. Nessuno osi nascondere la verità con comunicati laconici o con percentuali che girano intorno ai fatti, senza centrare la gravità di quanto sta accadendo,” ha affermato in una nota Antonio De Palma, presidente nazionale del Nursing Up. “Come è possibile un focolaio in questo momento? Si tratta della variante Delta? E allora perché tardano ancora le decisioni ufficiali e definitive sulla terza dose per gli operatori sanitari? Sentiamo solo parlare di ipotesi, di obbligo vaccinale per tutti, ma intanto gli infermieri, a 16 mesi dall’inizio della Pandemia, continuano a mettere a repentaglio la loro vita nelle corsie“, “chiediamo di sapere cosa è accaduto, quanti infermieri si sono contagiati, e soprattutto con quale periodicità il personale viene sottoposto a regolari controlli, con relativa tipologia“.

Dal canto suo, la direzione della Asl Roma 2 ha rassicurato: ”La situazione presso l’Ospedale Sant’Eugenio non desta preoccupazione, al momento si sta completando l’indagine epidemiologica e nessuno dei positivi presenta situazioni complicate grazie alla copertura vaccinale. Se fosse accaduto un anno e mezzo fa con molta probabilità sarebbero stati ricoverati. Le misure previste dai protocolli sono scattate tempestivamente, sia per quanto riguarda le sanificazioni degli ambienti, che per il contact tracing. I servizi dell’ospedale sono tutti regolarmente funzionanti. Non c’è alcuna situazione di allarme né per i cittadini e né per gli operatori“.