Covid, infermieri: “Fino al 600% di contagi in corsia, la terza dose è una necessità”

Secondo l'Ordine degli infermieri, a settembre c'è stato un -20% di contagi, tra Green pass, sospensioni non vaccinati e misure contenimento, ma booster sanitari va esteso

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I contagi Covid-19 tra gli operatori sanitari, tra luglio e agosto di quest’anno, “ha visto un trend di crescita del 600%“. E anche se a settembre, tra Green pass, sospensioni dei non vaccinati e misure di contenimento, “è già calato di circa il 20%, un problema di copertura anticorpale è evidente. In questo quadro, per quanto i numeri assoluti dei contagi siano ancora molto piccoli, siamo molto interessati a una strategia che preveda una dose di vaccino anti-Covid di supporto“. A tracciare il quadro è Luigi Pais dei Mori, presidente dell’Ordine degli infermieri della provincia di Belluno e componente del Comitato centrale della Federazione nazionale ordini professioni infermieristica (Fnopi), commentando le indicazioni, contenute in una circolare del ministero, che prevede di iniziare la somministrazione del ‘booster’ al personale sanitario over 60 o con patologie.

La posizione della Fnopi – sottolinea – è assolutamente aderente a quella del Cts, come lo è sempre stata, anche in passato, sulle altre decisioni. Le indicazioni basate sulle evidenze scientifiche trovano e troveranno sempre il nostro assenso e supporto, nella convinzione di avere regole corrette di riferimento per l’applicazione della prescrizione e per le priorità nella somministrazione” . La terza dose, secondo Pais dei Mori, è “una necessità operativa” per i sanitari, “nel rispetto delle priorità. Siamo assolutamente convinti, dunque, che prima di tutto devono essere tutelati i colleghi più fragili e più a rischio di contagio, ovvero quelli che lavorano più a diretto contatto con i pazienti Covid-positivi. Ma chiaramente la terza dose deve allargarsi, con i tempi stabiliti secondo le indicazioni del Cts, a tutti gli operatori sanitari”.