Covid, le società scientifiche: “E’ necessario ridefinire il Ssn, serve un ‘Piano Marshall’ anti-ritardi”

In Italia, il numero complessivo di posti letto ordinari per 100 mila abitanti è molto più basso rispetto alla media europea (314 rispetto a 500) e si colloca al 22° posto

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Per affrontare il Covid è necessario ridefinire il Sistema sanitario nazionale, ma non solo: bisogna modernizzare gli ospedali, rifondare la medicina territoriale, separare in modo netto ospedali, ambiti di cura e assistenza per pazienti Covid e non Covid, avviare programmi avanzati e strutturati di telemedicina e riavviare gli screening anti-cancro su tutto il territorio. Sono queste alcune tra le proposte d’intervento del “Forum permanente sul Sistema sanitario nazionale nel post Covid” promosso da diverse società scientifiche, tra cui Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione Insieme contro il cancro, Sic (Società italiana di Cardiologia), Siaarti (Società Italiana Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva).

Bastano alcuni numeri per comprendere la portata delle prestazioni ancora da recuperare a causa della pandemia – affermano le società nel documento -. Nel 2020 sono stati oltre 1,3 milioni i ricoveri in meno rispetto al 2019, sono saltati anche quelli urgenti (-554.123). I ricoveri di chirurgia oncologica hanno visto una contrazione vistosa ed una diminuzione di circa l’80% dell’attività elettiva. Ridotti del 15% i ricoveri per radioterapia e del 10% quelli per chemioterapia“. Nell’ambito cardiovascolare il calo è stato di circa il 20% (impianti di defibrillatori, pacemaker ed interventi cardiochirurgici rilevanti). Si stima che i ricoveri in area medica (in gran parte riconvertita e dedicata ai ricoveri dei pazienti COVID) per i pazienti cronici complessi e con riacutizzazione, si siano ridotti di circa 600.000 rispetto al 2019. In Italia, il numero complessivo di posti letto ordinari per 100 mila abitanti è molto più basso rispetto alla media europea (314 rispetto a 500) e si colloca al 22° posto. I medici specialisti ospedalieri sono circa 130mila, 60mila in meno della Germania e 43mila in meno della Francia.

Le società scientifiche chiedono al Governo “di riconsiderare la questione dell’ospedale valutandone i problemi strutturali, organizzativi e funzionali” dicendosi “contrari alla concezione di ospedale minimo ‘di prossimità’ e, tantomeno, alla sua gestione delegata agli infermieri”. “L’ospedale di comunità rappresenta una concezione obsoleta”, aggiungono. “E’ necessario avviare un’attività straordinaria di informazione e comunicazione rivolta ai cittadini, un vero e proprio ‘Piano Marshall’ per il recupero dei ritardi accumulati negli screening, nelle visite programmate, in quelle di follow-up e negli interventi chirurgici“, concludono.