Covid, l’infettivologo Garavelli: “nei vaccinati sopravvivono quelle varianti per le quali non è stato montato il vaccino”

Pietro Luigi Garavelli, primario del reparto di malattie infettive dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, spiega perché "non si vaccina durante una pandemia"

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Pietro Luigi Garavelli, primario del reparto di malattie infettive dell’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, è tornato a parlare della sua affermazione “non si vaccina durante una pandemia”, ripresa negli ultimi giorni nel dibattito pubblico: “a chi parla di queste cose senza sapere, ricordo che esiste il principio di pressione selettiva che spiega questo concetto. Un virus che si replica seleziona delle varianti, che vanno a confrontarsi con il soggetto vaccinato. Nei confronti del soggetto vaccinato, sopravvivranno e quindi passeranno quelle varianti nei confronti delle quali non è stato montato il vaccino. Sono stanco che si parli di questo argomento e soprattutto se ne parli male”, ha spiegato Garavelli in un’intervista concessa a Pier Carlo Lava.

Un’altra cosa che mi ha sconvolto è stata l’affermazione della Dott.ssa Capua, che non dimentichiamo essere una veterinaria, che ha dichiarato che l’ivermectina è un farmaco pericoloso e che si dà a i cavalli. Nel 2015, Satoshi Ōmura e William Cecil Campbell ebbero il Nobel per la Medicina per la scoperta dell’ivermectina, uno dei farmaci più usati al mondo e con grandissimo profitto, che ha determinato la forte riduzione di una gravissima patologia dell’Africa tropicale, la cosiddetta cecità fluviale. Anche da noi, da anni, usiamo l’ivermectina con pieno profitto a livello umano per curare 3 patologie”, ha spiegato Garavelli, che ha invitato a seguire l’International Covid Summit che inizia oggi a Roma, in cui si riuniranno grandi esperti mondiali e in cui probabilmente verrà affrontato anche l’utilizzo dell’ivermectina contro il Covid-19.

Certe considerazioni relative alle malattie infettive, che non stanno né in cielo, né in terra, mi stanno inquietando perché mi chiedo se tutte queste persone che le vanno a fare, sono in malafede o sono ignoranti. A voi la valutazione”, conclude Garavelli.