I ricercatori dell’istituto Spallanzani di Roma, basandosi sugli esiti di uno studio finanziato dal Ministero della Salute, hanno riscontrato nuove evidenze nella lotta al Coronavirus, precisando che il risultato raggiunto è fondamentale per la salute pubblica e dovrebbe essere veicolato, a livello comunicativo, in maniera capillare e corretta, perché “il vaccino non conferisce l’immunità sterilizzante“.
I ricercatori raccomandano “l’adesione continua alle misure di prevenzione della salute pubblica per gli individui vaccinati fino a quando non sarà raggiunta un’adeguata copertura vaccinale della popolazione o in presenza di individui vulnerabili suscettibili”, in quanto i dati riscontrati mostrano che gli individui vaccinati che si infettano dopo la vaccinazione, sebbene rappresentino una piccola percentuale della popolazione vaccinata (lo 0,3%), possono portare elevate cariche virali nel tratto respiratorio superiore, anche se infettati molto tempo dopo la seconda dose, cioè quando avrebbe dovuto essere sviluppata l’immunità correlata al vaccino.
Gli studiosi dello Spallanzani confermano dunque una verità che molti altri cercavano di far emergere da tempo: avere completato il ciclo vaccinale non garantisse un’automatica immunità al virus. Basti pensare al presidente della Conferenza episcopale siciliana, l’arcivescovo di Catania Salvatore Gristina, risultato positivo al Covid-19 e sintomatico nonostante le due vaccinazioni.
Lui stesso ha voluto precisare che il vaccino salva la vita e aiuta ad avere meno sintomi, specificando allo stesso tempo di essere stato curato con gli anticorpi monoclonali: “I dottori mi hanno detto che sono utili e il trattamento ha funzionato”. A risultare rilevanti, dunque, sono ora le terapie per curare chi si è infettato, in quanto il vaccino non elimina la possibilità di infettarsi o di ammalarsi. Per dirla come Maurizio Belpietro, direttore de “La Verità”, c’è ora da chiedersi se “dopo la pubblicazione della ricerca dello Spallanzani, qualcuno al Ministero cambierà idea sul Green Pass e sui monoclonali o continuerà sulla stessa linea, cioè sulla pelle degli italiani?”.


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