Covid, Eros Ramazzotti: “come siamo usciti dalla pandemia? Non ne siamo ancora usciti, e l’essere umano è incattivito e arrabbiato”

Eros Ramazzotti: "l'essere umano lo vedo incattivito, arrabbiato, dobbiamo continuare a proteggere i nostri figli"

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Eros Ramazzotti è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dal lunedì al venerdì notte dalla mezzanotte alle sei e in onda, sempre in diretta, anche su Rai 2 più o meno tra la mezzanotte e quaranta e le due.

Il popolare cantautore ha parlato un po’ di se: “Come sto? In questi periodi la domanda non è tanto banale. Torniamo sul discorso del virus, che va e viene. Io sto bene, sono lontano dal marasma, sotto quell’aspetto sono più tranquillo. La mia estate? Ho fatto un po’ di vacanza con i miei figli, siamo andati in Grecia, ma il 20 luglio ero già di ritorno. Sono stato molto tranquillo, sempre con loro. Siamo stati molto tranquilli, andare in giro questa estate sarebbe stato un disastro, c’era il mondo. Quando sono dalle mie parti, in campagna, molto vicino al lago, tra le colline, posso uscire, andare, fare, la gente è molto tranquilla. Andare in posti più affollati invece per me è un bel problema. Però uno se lo cerca alla fine, se sei lì devi essere comunque disponibile. Un momento difficile nella mia carriera? Il fatto di percepire, capire, quello che ero per la gente. Io sono sempre stato una persona normale, ma gli altri non ti vedono così. E capire questa cosa è difficile. Ancora oggi per me sono semplicemente Eros, una persona normale. Ma per la gente non è così. E’ stata per me una cosa sempre difficile da capire. Ma alla fine mi ci sono abituato“.

Riguardo la pandemia, Ramazzotti ha affermato: “La situazione mi sembra migliorata, anche se ci sono le varianti. Questo virus ha dato una botta pesantissima al mondo. Secondo me ne usciremo in primavera dell’anno prossimo, ora bisogna stare attenti, ora i miei bambini ricominceranno la scuola, sarà un momento molto bello per loro, torneranno a stare insieme, hanno bisogno del contatto umano. In estate ho percepito una grande voglia di riscoprirlo il contatto, forse un po’ troppo. Da niente a troppo è molto pericoloso, io ho notato che c’è stata questa apertura delle porte e dei portoni e la gente ne ha approfittato. Sembra quasi che non sia mai successo nulla, invece bisogna comunque stare sempre un po’ attenti. Come ne siamo usciti? Non ne siamo ancora usciti. E l’essere umano lo vedo incattivito, arrabbiato, dobbiamo continuare a proteggere i nostri figli“.