Geologi: “Dante aveva già chiaro lo stretto legame tra vita dell’uomo e ambiente”

"Dante aveva una vivace curiosità e grandi conoscenze oltre ad essere un fine osservatore"

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L’evento ‘La Geologia dalla Divina Commedia ai tempi moderni’, promosso ed organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi e dalla Società Italiana di Geologia Ambientale, ha l’intento di condurci, fruendo di alcuni passi della Divina Commedia, in luoghi e paesaggi di indiscutibile valore ambientale e di suggestiva bellezza” afferma Arcangelo Francesco Violo, Presidente CNG. “Luoghi e paesaggi, che – prosegue- con la competenza dei relatori diventeranno un’occasione unica di divulgazione della conoscenza geologica. Attraverso l’attenzione che Dante rivolge ad alcuni luoghi naturalistici, ricreati nella sua poesia, si comprende quanto il Sommo Poeta, già allora, avesse chiaro lo stretto legame che c’è tra la vita dell’uomo e l’ambiente” conclude il Presidente Violo intervenendo nel corso del webinar che si è svolto oggi a Firenze.

Un evento organizzato dal Consiglio Nazionale dei Geologi e la Società Italiana di Geologia Ambientale-APS, con il Patrocinio della Regione Toscana, per celebrare il 700 anniversario dalla morte di Dante Alighieri. “Partecipiamo molto volentieri a un evento che celebra e mette a confronto due linguaggi che dovrebbero far parte del bagaglio culturale di tutti – spiega Riccardo Martelli, presidente dell’Ordine dei Geologi della Toscana – da un lato quello usato nell’immortale opera di Dante, che ha dato origine alla lingua elegante e musicale parlata al di qua delle Alpi, dall’altro quello che leggiamo nelle forme del territorio, che ci descrive le dinamiche con cui si evolve il nostro pianeta. Metterli a confronto, imparando sempre più a leggerli e interpretarli correttamente, è fondamentale non solo per i geologi, ma per ogni cittadino”.

Al centro dell’incontro la geologia: in che modo la scienza sia cambiata in questi sette secoli da quando ci ha lasciati il padre della lingua italiana. “Con il seminario del 10 settembre a Firenze si conclude un percorso avviato a partire dal mese di maggio durante il quale abbiamo dedicato dodici seminari agli aspetti geologici, naturalisti e paesaggistici delle aree rappresentate da Dante Alighieri nella sua Divina Commedia”: a dichiararlo è Antonello Fiore, Presidente della SIGEA-APS. “I luoghi attraversati e descritti da Dante offrono l’occasione di attualizzare temi geologici che rivestono un ruolo fondamentale nel campo della prevenzione e per la salvaguardia della nostra salute e la protezione del tessuto socio-economico – spiega -. L’importante evento di Firenze mira a rafforzare la promozione della cultura geologica e il ruolo che essa riveste per il nostro Paese in termini di pianificazione e di sostegno allo sviluppo di un sistema infrastrutturale e socio-economico compatibile con le caratteristiche del territorio“.

All’evento, moderato dalla Direttrice Servizio Geologico ISPRA, Maria Siclari, ha partecipato il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: “Dante aveva una vivace curiosità e grandi conoscenze oltre ad essere un fine osservatore. E la Divina Commedia rappresenta a tutti gli effetti un compendio dal carattere quasi enciclopedico della conoscenza umana fra cui si inserisce anche la geologia. Per questo motivo – spiega – trovo estremamente interessante un’iniziativa che affronti e approfondisca questo tema così affascinante che conferma quanto la personalità di Dante fosse poliedrica e multiforme al punto da avvicinarlo per l’ampiezza e la varietà degli interessi ai maggiori umanisti e uomini del Rinascimento. È proprio nell’Inferno che si trovano per esempio riferimenti a terremoti, idrogeologia, depositi di travertino, struttura delle montagne, modellamento del paesaggio con passaggi descritti con tale maestria, ricchezza e acume, da farci comprendere la grandezza infinita della Commedia.”