Green Pass, NaturaSì pagherà i tamponi ai dipendenti: “così si evitano discriminazioni”

NaturaSì è la prima impresa a decidere di pagare i tamponi ai suoi dipendenti: l'obiettivo è non dare seguito al “meccanismo di lotta e di divisione tra le persone che questa situazione sta innescando”

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NaturaSì è un’azienda fondata a Verona nel 1992, attiva nel settore dei prodotti biologici, che oggi conta circa 1650 dipendenti, oltre a 300 negozi sparsi su tutto il territorio nazionale. In vista del decreto che dal 15 ottobre vieterà l’accesso alle aziende pubbliche e private ai lavoratori sprovvisti di Green Pass, ha preso un’importante decisione: pagherà i tamponi ai suoi dipendenti.Una decisione nel rispetto della libertà di ognuno e per evitare discriminazioni nell’ambito del lavoro, in modo da permettere a tutti di svolgere regolarmente i propri compiti in azienda”, spiega NaturaSì, prima impresa a prendere una decisione simile.

Di una cosa siamo certi: la libertà individuale”, l’obiettivo è non dare seguito al “meccanismo di lotta e di divisione tra le persone che questa situazione sta innescando”, si legge nella lettera firmata dal presidente di NaturaSì, Fabio Bescacin, e inviata ai lavoratori. L’azienda va incontro a chi decide “con coscienza e responsabilità” di non vaccinarsi e si offre di pagare i tamponi per ottenere il Green Pass, in modo da poter continuare ad accedere alla struttura a partire dal 15 ottobre. NaturaSì pagherà i tamponi ai dipendenti fino al 31 dicembre, giorno della fine dello stato di emergenza.

L’iniziativa ha suscitato diverse polemiche in Veneto, e rischia infatti di dare una forte legittimazione a chi decide di non vaccinarsi, ed ora altre imprese potrebbero prendere la stessa decisione. La scelta va in qualche modo incontro alle richieste del segretario della Cgil Maurizio Landini, che nei giorni scorsi aveva più volte protestato contro la misura, affermando che “chi lavora non deve pagare i tamponi”. La decisione, invece, va in direzione opposta all’idea del governo, che ha votato per l’estensione del Green Pass per raggiungere percentuali più alte di immunizzati.

Secondo il decreto, nel settore privato i lavoratori sprovvisti di Green Pass dovranno essere considerati assenti senza diritto alla retribuzione fino alla presentazione del certificato verde, ma non subiranno conseguenze disciplinari o perdita del posto di lavoro.