Sulle origini di un corpo celeste osservato dagli astronomi cinesi nel 1181 d.C. aleggiava il mistero ma ora i ricercatori del Laboratorio per la Ricerca Spaziale (LSR) e il Dipartimento di Fisica dell’Universita’ di Hong Kong (HKU) si sono uniti a collaboratori provenienti da Regno Unito, Spagna, Ungheria e Francia per risolvere questa incognita che durava da 900 anni. Il lavoro dei ricercatori, pubblicato su Astrophysical Journal Letters, li ha portati ad identificare il corpo celeste come una supernova.
Sorprendentemente, la stella del 1181 d.C., segnalata all’epoca come brillante come il pianeta Saturno, era l’unica supernova storica degli ultimi mille anni che era sfuggita all’identificazione con un corpo celeste attuale. I cinesi hanno una lunga e antica storia di osservazioni astronomiche e registrazioni meticolose delle osservazioni effettuate, in particolare per stelle che improvvisamente apparivano nel cielo, per poi attenuarsi e scomparire. Oggi sappiamo che queste sono esplosioni di supernova rare e incredibilmente energetiche di stelle massicce o speciali sistemi binari interagenti che seminano la galassia con elementi pesanti, come il ferro, e lasciano dietro di se’ stelle di neutroni, pulsar, buchi neri e un residuo gassoso come la nebulosa del Granchio, un resto di supernova.
Il team riporta l’identificazione della supernova del 1181 d.C. con la loro precedente co-scoperta del 2017 della “Parker’s Star”, la stella Wolf-Rayet piu’ calda conosciuta – a sua volta un oggetto davvero unico – con una temperatura di oltre 200.000°C. Questa stella ha anche una nebulosa circostante, chiamata Pa30, scoperta dalla loro collega astronoma amatoriale Dana Patchick nel 2013.
Quentin Parker, direttore di LSR, ha dichiarato: “i nostri dati hanno mostrato che la nube di gas in espansione di questa stella ha velocita’ estreme di circa 1.100 km/s di un’esplosione di circa 1.000 anni fa. Questo corrisponde all’evento del 1181 d.C. Non solo, ma la posizione delle stelle di Pa30/Parker nel cielo si adatta ai rapporti storici cinesi e giapponesi sulla stella osservata entro 3,5 gradi – ben all’interno degli errori“, questo dopo un’associazione fatta per la prima volta dal co-autore Albert Zijlstra, professore di Astrofisica presso l’Universita’ di Manchester. Andreas Ritter, primo autore dell’articolo, ha dichiarato: “presi insieme, l’eta’, la posizione, la luminosita’ della ‘Guest Star’ riportata e la visibilita’ registrata per 6 mesi, mostrano che la stella di Parker e il suo mantello di gas circostante Pa30 sono infatti le controparti della supernova SN del 1181 d.C.“.


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