Incendi in Australia: nel 2019-2020, più del doppio delle emissioni di CO₂ stimate ed estese fioriture algali nell’Oceano Antartico

Due studi, condotti sugli incendi estivi del 2019-2020 in Australia, suggeriscono che gli incendi possono provocare impatti significativi sui livelli di CO₂ atmosferica e sugli ecosistemi oceanici

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Nella stagione estiva del 2019-2020, sono bruciati 74 mila chilometri quadrati nelle foreste di eucalipto australiane, nelle regioni costiere del Victoria e del Nuovo Galles del Sud. La siccita’ e il riscaldamento causati dai cambiamenti climatici giocano un ruolo fondamentale nell’aumento della frequenza e dell’intensita’ degli incendi, che rilasciano grandi quantita’ di CO₂ in atmosfera, la quale di rimando amplifica la possibilita’ di incendi, spiegano gli autori di due nuovi studi, che hanno valutato le emissioni di aerosol dovute agli incendi australiani e i loro impatti sull’atmosfera.

I due studi, pubblicati sulla rivista Nature e condotti dagli scienziati dell’Istituto olandese per la ricerca spaziale, della Duke University e dell’Universita’ di Princeton, concludono che gli incendi boschivi australiani della stagione 2019-2020 potrebbero aver rilasciato piu’ del doppio di anidride carbonica (CO₂) rispetto a quanto stimato precedentemente, alimentando la fioritura di plancton e alghe a migliaia di chilometri di distanza nell’Oceano Antartico.

Il primo team, guidato da Ivar Van der Velde dell’Istituto olandese per la ricerca spaziale, ha analizzato le misurazioni satellitari ad alta risoluzione relative alla concentrazione di monossido di carbonio nell’atmosfera. Stando ai risultati del gruppo di ricerca, tra novembre 2019 e gennaio 2020 sono stati emessi circa 715 teragrammi, pari a 715 miliardi di chilogrammi, di CO₂, pari a piu’ del doppio della quantita’ precedentemente stimata da cinque diversi inventari di incendi. Ottenere una migliore comprensione del carico atmosferico di CO2 e’ fondamentale, sottolineano gli scienziati, per costruire scenari futuri del bilancio globale del carbonio.

Nel secondo lavoro, il team di Nicolas Cassar e Weiyi Tang hanno segnalato la presenza di estese fioriture di fitoplancton da dicembre 2019 a marzo 2020 nell’Oceano Antartico. Secondo le stime dei ricercatori, le fioriture sono comparse sottovento rispetto agli incendi.

Questi studi, concludono gli autori, suggeriscono che gli incendi possono provocare impatti significativi sui livelli di CO₂ atmosferica e sugli ecosistemi oceanici.