India, il 67% della popolazione ha preso il Covid e ha gli anticorpi naturali. Il virus non circola più e a Delhi è tornata l’influenza

Covid, il caso India studiato dagli esperti: il 67% della popolazione ha avuto il virus e sviluppato gli anticorpi naturali, adesso è tornata l'influenza stagionale e il SARS-CoV-2 non circola più

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L’India è in questo momento uno dei Paesi al mondo meno colpiti dalla pandemia di SARS-CoV-2: dopo la drammatica ondata di aprile e maggio con oltre 400.000 nuovi casi e 4.000 morti giornalieri soltanto tra quelli accertati e documentati ufficialmente, adesso nel Paese sia il contagio (circa 40 mila nuovi casi al giorno) che la mortalità (350 vittime giornaliere) sono ai minimi storici in un Paese in cui i numeri vanno sempre rapportati all’enorme popolazione (in India vivono 1 miliardo e 400 milioni di persone).

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Intanto però in questi giorni molti pazienti con sintomi indistinguibili da quelli del virus risultano positivi alla consueta influenza stagionale, che in India è tipica della stagione delle piogge ed ha il suo picco proprio tra agosto e settembre.

Nella capitale, Delhi, una metropoli di 19 milioni di persone con un’altissima densità abitativa, da ormai due mesi il tasso giornaliero di positività al Covid-19 si aggira intorno allo 0,1% (un dato mai raggiunto in Italia dall’inizio della pandemia, per fare un paragone). Tuttavia, i medici di diversi ospedali affermano che nelle ultime settimane si sono presentati pazienti con sintomi simili al Covid.
Abbiamo notato che molte persone sono arrivate nelle ultime settimane con febbre alta, alcuni sintomi respiratori come mal di gola, alcuni sintomi nasali. Questi sintomi sono indistinguibili da quelli del Covid e li abbiamo testati per SARS-CoV2 ma i test RT-PCR riportavano risultati negativi. Dopo questi risultati, alcuni di loro sono stati testati per l’influenza e sono risultati positivi per i sottotipi di influenza A e H3N2. Ciò include sia i pazienti ambulatoriali che alcuni ricoverati in ospedale,” ha affermato il dottor Karan Madan, professore associato nel dipartimento di medicina polmonare dell’AIIMS.
Il dottor Puneet Khanna del Manipal Hospital ha affermato che tra i pazienti con sintomi che sono risultati negativi al Covid, alcuni sono risultati positivi per H3N2 e H3N3 e alcuni anche per l’influenza B. All’Indraprastha Apollo Hospital ci sono stati anche casi di H1N1. Sono i più comuni virus della tipica influenza stagionale.

Mentre i medici sostengono che l’aumento dei casi di influenza in questo periodo dell’anno in sé non sia insolito, la paura del Covid sta facendo dilagare timori tra i pazienti. “Abbiamo assistito a un aumento nelle ultime due settimane e questo è tipicamente qualcosa che vediamo in questo periodo dell’anno. Il problema è che le persone si fanno prendere dal panico sul fatto che si tratti di Covid. La maggior parte delle persone è ora vaccinata contro il Covid nella regione di Delhi-NCR, ma le persone che non hanno completato la vaccinazione si stanno spaventando. Il vaccino antinfluenzale annuale è previsto in questo periodo tra agosto e settembre, quindi sarebbe meglio se le persone andassero a fare anche quel vaccino,” ha affermato la dott.ssa Monika Mahajan, direttrice del reparto di medicina interna presso Max Healthcare.

Il test per l’influenza non è di routine e di solito viene eseguito solo tra i pazienti immunocompromessi o quelli con malattia grave.
Un sondaggio condotto dalla piattaforma comunitaria LocalCirlcles con 15.757 intervistati a Delhi aveva precedentemente affermato che il 41% degli intervistati aveva riferito che almeno un membro della propria famiglia ha attualmente sintomi simil-influenzali.

Questo trend attuale diventa importante perché mentre i test per Covid si fanno ovunque e abbiamo test accurati, abbiamo bisogno di dati in tempo reale su altri virus in circolazione che causano sintomi respiratori acuti, abbiamo bisogno di una sorta di meccanismo di sorveglianza. Se sappiamo che l’influenza sta circolando in città attraverso il monitoraggio virale, le persone a rischio possono essere vaccinate,” ha affermato il dottor Madan.

Per quanto riguarda la vulnerabilità della popolazione per il nuovo Coronavirus, due terzi degli indiani di età superiore ai 6 anni hanno anticorpi SARS-CoV-2: significa oltre 930 milioni di persone, più del 67% della popolazione indiana. Lo hanno evidenziato i risultati della quarta indagine sierologica nazionale condotta dall’Indian Council of Medical Research (ICMR) a giugno-luglio. I risultati del sondaggio suggeriscono anche che circa un terzo della popolazione del Paese è ancora vulnerabile al nuovo Coronavirus. Eppure in India è vaccinato contro il Covid-19 soltanto l’11% dell’intera popolazione, quindi questo significa che la stragrande maggioranza del Paese si è contagiata nei mesi scorsi.

L’indagine è stata condotta in tutto il Paese nei mesi di giugno e luglio in 70 distretti di 21 Stati. Sono gli stessi distretti in cui sono stati condotti tre turni precedenti nei mesi di maggio-giugno (2020); agosto-settembre (2020); e dicembre-gennaio (2020-2021). Il sondaggio è stato condotto tra 28.975 persone e i suoi risultati sono significativi perché questa è la prima volta che i bambini di età compresa tra 6 e 17 anni sono stati inclusi nella sieroindagine nazionale. I risultati sono stati pubblicati dal dott. Balram Bhargava.

L’ICMR ha condotto la 4ª indagine nazionale che testa gli anticorpi, nota come sieroindagine, per Covid-19: lo scopo era stimare la sieroprevalenza degli anticorpi SARS-CoV-2.

I risultati del quarto ciclo di indagine sierologica nazionale dell’IMCR hanno mostrato che la sieroprevalenza complessiva nel Paese è stata del 67,6% a giugno e luglio, che è superiore al tasso di sieroprevalenza registrato durante le tre indagini precedenti – 0,7% durante maggio-giugno (2020); 7,1% durante agosto-settembre (2020); e il 24,1% nel periodo dicembre-gennaio (2020-2021). Proprio la grande ondata di aprile-maggio ha determinato il contagio di centinaia di milioni di indiani, che adesso sono naturalmente protetti e immuni. Non sappiamo se quest’immunità naturale sta consentendo all’India di avere i numeri attualmente così contenuti sul Covid o se è una casualità, ma certamente sappiamo che l’immunità naturale è da sempre l’unica soluzione finale delle grandi epidemie e che i casi di reinfezione sono rarissimi, grazie ad una protezione degli anticorpi naturali che si sono rivelati molto più stabili, protettivi e duraturi rispetto a quelli artificiali dati dalla vaccinazione.

In conclusione, due terzi della popolazione generale di età superiore ai 6 anni ha avuto l’infezione da SARS-CoV-2, ma un terzo della popolazione non ha anticorpi quindi è ancora vulnerabile,” ha detto Bhargava durante una conferenza stampa. “Stati/distretti/aree senza anticorpi corrono il rischio di nuove ondate di infezione“.

L’indagine ha mostrato anche che la sieroprevalenza era simile nelle aree rurali e urbane. Ha suggerito inoltre che l’85% degli operatori sanitari aveva anticorpi contro SARS-CoV-2.

I risultati dell’indagine hanno mostrato che più della metà dei bambini (6-17 anni) erano positivi, cioè sono stati contagiati dal negli ultimi mesi. La sieroprevalenza tra i bambini era del 57,2% nella fascia di età 6-9 anni e del 61,6% nella fascia di età 10-17 anni, comunque inferiore rispetto a quella della popolazione adulta che si contagia più facilmente.

In merito alle implicazioni dell’indagine, Bhargava ha affermato che c’è un “barlume di speranza” ma non c’è “spazio per l’autocompiacimento“. Ha sottolineato la necessità di mantenere un comportamento adeguato e frenare i contatti: secondo l’esperto, i grandi raduni sociali, pubblici, religiosi e politici dovrebbero essere evitati per precauzione. Nel Paese attualmente non è in vigore alcun tipo di Green Pass o restrizione alla vita sociale.

In India dall’inizio della pandemia sono morte 440.567 persone Covid positive, per un tasso di mortalità di 316 morti ogni milione di abitanti, un dato enormemente inferiore rispetto a quello dell’Italia dove fino ad oggi abbiamo avuto 2.145 morti ogni milione di abitanti.