Italia minacciata dalla Aedes japonicus, la zanzara giapponese che “si nutre di sangue umano”: vaccino già disponibile

E' stata individuata nel Nord-Est del nostro paese la zanzara giapponese, la terza più invasiva tra quelle conosciute e nella top 100 mondiale delle più pericolose

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Sta invadendo il Nord Italia e sta diventando una seria minaccia. La zanzara giapponese ha conquistato prima le regioni del Nord-Est, iniziando dalla Carnia (Friuli). Si tratta di un insetto che si adatta in maniera sorprendente agli ambienti urbani. “La zanzara giapponese (Aedes japonicus) nasce nei boschi – racconta il dottor Fabrizio Montarsi, responsabile del laboratorio di parassitologia dell’Istituto zooprofilattico di Padova – ma in Europa e da noi la troviamo nelle città e persino nei piccoli centri immersi nella natura“.

Dopo la zanzara tigre (Aedes albopictus) e la zanzara coreana (Aedes koreicus) che hanno fatto l’ingresso nel nostro paese ormai da anni, complici i cambiamenti climatici e gli effetti della globalizzazione, si diffondono in Italia animali e piante provenienti da altri continenti. Ora è la volta della zanzara giapponese (Aedes japonicus japonicus), scoperta da un entomologo austriaco, il dott. Bernhard Seidel, durante un monitoraggio per valutare l’espansione di questa particolare specie d’insetto dall’Austria verso le zone vicine.

Seidel ha inviato alcune larve al Laboratorio di parassitologia dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, che ha confermato l’identificazione dell’insetto a livello biomolecolare. I ricercatori hanno poi effettuato un nuovo sopralluogo insieme ai colleghi di Entostudio, nel corso del quale hanno trovato diversi siti nel comune di Pontebba (Udine) con presenza di larve.

La zanzara giapponese è la terza specie più invasiva tra le zanzare ed è nella top 100 delle specie più invasive del mondo. A livello biologico è simile ad altre due specie di Aedes: diurna, molesta, punge l’uomo e depone uova resistenti al freddo invernale. E’ inoltre in grado di trasmettere alcune malattie come Dengue, Chikungunya e forse anche West Nile.

Le aree di origine di questo insetto sono Giappone, Corea, Taiwan, Cina Meridionale e Russia. Nel resto del mondo è stata dimostrata la sua presenza in Austria, Belgio, Canada, Francia, Germania, Nuova Zelanda, Olanda, Svizzera, Slovenia, Italia e Stati Uniti. L’importazione sarebbe avvenuta a causa del commercio di pneumatici.

Questa specie che vive anche nelle aree torride del Sud-est asiatico si nutre del sangue umano. Dal pinto di vista estetico è simile alla zanzara tigre, ma di dimensioni molto più grandi. Punge anche durante le ore diurne, ed è particolarmente aggressiva e molesta.

“Il timore – osserva il medico veterinario della Fondazione Edmund Mach, Annapaola Rizzoliè che dall’area orientale del Nord Italia si trasferisca nella parte occidentale“. Oltre a Dengue, Chikungunya e West Nile, potrebbe causare anche la “cefalea giapponese – spiega Montarsi – ma in Europa finora non abbiamo riscontrato alcun caso. Perché il virus venga trasmesso occorre infatti che ci siano l’insetto, il virus e lo stesso identico ambiente in cui questa trasmissione è possibile, tipicamente quello del Sudest asiatico”.

Sul sito web della Regione Veneto viene indicata l’esistenza in Italia di un vaccino somministrabile a partire dai due mesi di età in via intramuscolare, con un richiamo. La stessa pagina, però, tende allo stato attuale a ridimensionare il problema, sottolineando che “nel mondo esistono 50.000 casi di encefalite”. “Il successo dell’invasione della zanzara giapponese – osserva Rizzoli – è dovuto anche alla sua notevole resistenza alle lunghe distanze e alla capacità di svilupparsi in una serie di contenitori naturali e artificiali in cui ci sia ristagno d’acqua”. È indispensabile adottare tutte le buone pratiche possibili per evitare la proliferazione dell’insetto. “A cominciare dal non lasciare aperti i contenitori che possono colmarsi di acqua, non accatastare materiali, usare le reti antizanzare, vuotare e capovolgere gli annaffiatoi, mantenere pulite le aree in cui si vive”.