Cambiamenti climatici: così l’amplificazione artica porterà a freddo estremo e nevicate eccezionali sempre più frequenti

"Come può il riscaldamento della Terra portare a un freddo più estremo?"

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La crisi climatica non ha generato solo intense ondate di caldo e uragani più distruttivi, ma probabilmente ha anche creato eventi meteorologici invernali estremi, secondo un nuovo studio pubblicato su Science.

Il cambiamento climatico è stato a lungo associato a eventi meteorologici estremi, come l’uragano Ida che ha colpito gli USA negli ultimi giorni, causando la morte di diverse persone, e le micidiali ondate di calore nel nord-ovest del Pacifico all’inizio di quest’estate.

Gli scienziati hanno a lungo indagato sulla connessione tra l’aumento di eventi meteo invernali estremi come potenti nevicate e ondate di freddo insolite in tutto l’emisfero settentrionale e il riscaldamento accelerato dell’Artico, o l’amplificazione artica, uno dei segni distintivi del riscaldamento globale.

Un nuovo report, da titolo “Linking Arctic variability and change with extreme winter weather in the United States“, ha contribuito a chiarire tale connessione.

Gli autori sostengono che questo tipo di cambiamento artico ha effettivamente incrementato le possibilità che i venti che ruotano strettamente sopra il Polo Nord – il vortice polare stratosferico artico – si estendano e quindi aumentino le possibilità di eventi meteorologici estremi negli Stati Uniti e oltre.

So che è un controsenso, e penso che sia per questo che ci sono molte resistenze ed esitazioni,” ha affermato Judah Cohen, uno degli autori del report. “Come può il riscaldamento della Terra portare a un freddo più estremo? E’ di questo che stiamo discutendo“.

Cohen, che è anche visiting scientist presso il MIT e direttore delle previsioni stagionali presso l’Atmospheric and Environmental Research, ha spiegato che il lavoro suo e dei suoi colleghi è stato stimolato dall’eccezionale tempesta di neve in Texas: a febbraio le temperature sotto lo zero hanno investito la regione, decine di persone sono morte e più di 4 milioni di case e aziende hanno subito interruzioni di corrente elettrica.

Mentre molti, inclusa la Casa Bianca, hanno attribuito l’evento al cambiamento climatico, Cohen ha affermato di ritenere che il report è l’unico a mostrare effettivamente la connessione tra l’ondata di freddo e il cambiamento artico, e che dimostra il meccanismo fisico che circonda tutto questo: l’allungamento del vortice polare.

Quando il vortice polare è circolare, è un segno che tutta l’aria fredda è imbottigliata sopra l’Artico,” ha spiegato Cohen al Guardian. “Quando si estende in questo modo, una parte va in Asia e una parte va verso il Nord America orientale. E’ quello che stiamo vedendo, ed è quello che è successo con l’ondata di freddo del Texas“.

Il processo per mettere insieme questo rapporto ha coinvolto gli autori che hanno condotto analisi osservative del vortice polare stratosferico negli ultimi quattro decenni. Hanno anche elaborato modelli numerici, in cui hanno utilizzato alcuni degli stessi modelli utilizzati dagli esperti per prevedere eventi meteorologici come l’uragano Ida.

In futuro, i risultati dello studio potrebbero avere un impatto importante nell’ottica della previsione e dell’allertamento prima di eventi di freddo estremo. Il rapporto spiega: “L’identificazione del pattern precursore degli eventi di allungamento può potenzialmente prolungare il tempo di preavviso di temperature estreme in Asia, Canada e Stati Uniti“.