Nuovi strumenti per far conoscere le Sale Operative dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Quattro nuovi video e alcune infografiche ci aiutano a descrivere le Sale Operative dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma, Napoli e Catania

MeteoWeb

“L’INGV ha fra i suoi compiti quello di monitorare il territorio italiano e garantire la sorveglianza sismica, vulcanica e l’allerta in caso di maremoti. Questo compito è svolto grazie all’azione sinergica delle sue Sale Operative.

Cosa implica questa attività di monitoraggio e di sorveglianza? Come si può tenere sotto osservazione un intero Paese? Per garantire questi importanti servizi, l’INGV ha installato sul territorio nazionale centinaia di strumenti in grado di misurare diversi parametri, ininterrottamente e con grande precisione, proprio per poter rilevare anche le più piccole variazioni. La raccolta di questi dati non è sufficiente da sola a garantire una informazione tempestiva in caso di terremoto, maremoto o eruzione vulcanica. I segnali registrati dai diversi strumenti dislocati sul territorio devono essere analizzati, confrontati tra loro e valutati nel loro insieme. Per questo, gli strumenti di rilevazione, tra loro interconnessi, compongono reti in grado di trasmettere i dati in tempo reale ad un’unica centrale, dove avviene l’elaborazione. Nelle Sale Operative viene quindi effettuata l’analisi di tutti i dati raccolti, utilizzando procedure automatiche, semi-automatiche e manuali, ossia affidate all’occhio esperto del personale in turno”, si legge in un articolo pubblicato sul blog INGVvulcani a cura di Concetta Nostro, Micol Todesco, Maddalena De Lucia, Vincenza Maiolino, Marco Neri, Alessandro Amato, Lorenzo Cugliari, Anna Nardi e Maurizio Pignone.

L’INGV ha tre Sale Operative. La prima è gestita dall’Osservatorio Nazionale Terremoti a Roma ed effettua il Servizio di Sorveglianza Sismica su tutto il territorio nazionale e l’Allerta per i Maremoti nel bacino euro-mediterraneo; la seconda, presso l’Osservatorio Vesuviano di Napoli, effettua il monitoraggio delle aree vulcaniche del Vesuvio, dei Campi Flegrei e dell’isola d’Ischia; la terza, presso l’Osservatorio Etneo a Catania, sorveglia i vulcani siciliani (Etna e Isole Eolie).

Quando si osservano variazioni significative dei parametri rilevati ne viene data tempestiva comunicazione al Dipartimento di Protezione Civile e alle autorità competenti. Il servizio di monitoraggio è attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, grazie a sistemi di acquisizione ed elaborazione automatica in tempo reale e al lavoro del personale specializzato che presidia le Sale Operative dell’INGV.

Per garantire la sorveglianza sismica e vulcanica del territorio nazionale, l’INGV assicura il corretto funzionamento degli strumenti di rilevazione, delle reti di trasmissione dati e delle banche dati per poter valutare lo stato di attività sismica e vulcanica del Paese in ogni momento.

L’Istituto raccoglie e armonizza l’eredità di tre importanti istituzioni dell’osservazione in ambito geofisico e vulcanologico: quella dell’ING di Roma, da cui nasce la Rete Sismica Nazionale, quella dell’Osservatorio Vesuviano, il più antico osservatorio vulcanologico del mondo, e quella dell’Istituto Internazionale di Vulcanologia, oggi diventato Osservatorio Etneo. Ai tre osservatori storici si è aggiunto, dal 2017, il Centro Allerta Tsunami (CAT). Nella Sala Operativa di Roma il CAT elabora i dati sismici e mareografici dell’intera area mediterranea per identificare eventi sismici potenzialmente in grado di generare un maremoto.

Oggi quattro infografiche e quattro video ci aiutano a raccontare come funzionano le Sale Operative dell’INGV e in che modo segnalano il verificarsi di fenomeni potenzialmente pericolosi”, si legge ancora.

In dettaglio, sono disponibili le seguenti infografiche:

I fenomeni monitorati nelle Sale Operative

La Sala di Sorveglianza Sismica e Allerta Tsunami dell’Osservatorio Nazionale Terremoti

La Sala di Monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano

La Sala Operativa dell’Osservatorio Etneo

e i seguenti video: