L’eruzione alle Canarie entra in una fase di minore attività: “troppo presto per dire che sia finita” – FOTO

Nelle ultime ore, il tremore vulcanico al Cumbre Vieja è quasi scomparso, così come l’attività esplosiva stromboliana, ma dopo una breve pausa, è ripresa l'emissione di lava dal cono principale

  • Foto di Angel Medina / Ansa
    Foto di Angel Medina / Ansa
  • Foto di Angel Medina / Ansa
    Foto di Angel Medina / Ansa
/
MeteoWeb

Il vulcano Cumbre Vieja, che con la sua lava ha sepolto oltre 500 edifici e sfollato oltre 6.000 persone da quando ha iniziato ad eruttare lo scorso 19 settembre sull’isola di La Palma, alle Canarie, è entrato in una fase di minore attività oggi. Nelle ultime ore, il tremore vulcanico è quasi scomparso, così come l’attività esplosiva stromboliana. Ma entro qualche ora, le autorità hanno confermato la riemissione di lava dal cono principale. Una coltre di cenere e fumo aleggia ancora sopra la vetta, sebbene sia più piccola rispetto a quella dei giorni scorsi (vedi foto della gallery scorrevole in alto).

Nonostante questo, gli esperti sostengono che sia troppo presto per dire che l’eruzione sia finita. “Il vulcano di La Palma è entrato in una fase di minore attività. Vedremo come evolverà nelle prossime ore”, ha comunicato in un tweet l’Istituto di Geoscienze di Madrid.

Gli esperti sono comunque in allerta poiché lo sciame sismico che ha preceduto e accompagnato la prima eruzione vulcanica della Spagna sulla terraferma in 50 anni si è spostato verso sud, con una maggiore attività rilevata nell’area di Fuencaliente, riporta l’Istituto Geografico Nazionale della Spagna. “Che il vulcano ora sia meno attivo non significa che non possa cambiare”, ha detto Stavros Meletlidis, principale ricercatore dell’istituto.

Nel frattempo, le autorità di La Palma hanno avvisato i residenti di 4 località di restare in casa per evitare i gas tossici che potrebbero essere rilasciati dall’incontro tra la lava (oltre +1.000°C) e l’acqua dell’Atlantico (circa +20°C). Gli scienziati sostengono che lo shock termico produce il rilascio di pennacchi di vapore acqueo carichi di acido cloridrico e minuscole particelle di vetro vulcanico che potrebbero provocare irritazione della pelle, degli occhi e delle vie respiratorie. Ai residenti di San Borondon, Marina Alta, Marina Baja e La Condesa è stato chiesto di non uscire e tenere porte e finestre chiuse. La velocità del flusso di lava è aumentata da ieri, domenica 26 settembre, come conseguenza della discesa di lava più fluida lungo un ripido pendio verso le scogliere in mare. Il flusso si trova a circa 800 metri dal raggiungere l’acqua, secondo le autorità: l’arrivo in mare sarebbe questione di ore.

Oltre 230 ettari sono stati sepolti dalla lava, che ha distrutto 18km di strade, secondo Copernicus, il servizio di monitoraggio satellitare dell’UE. La lava ha distrutto case, scuole, chiese e centri sanitari, così come le infrastrutture per l’irrigazione per le piantagioni di banane dell’isola, che forniscono quasi un terzo dei posti di lavoro a La Palma. Finora non si registrano feriti gravi o vittime dall’inizio dell’eruzione.

La Palma, con una popolazione di circa 85.000 persone, fa parte delle Canarie, arcipelago a nord-ovest dell’Africa.