L’Italia dice no al nucleare anche se il paese è circondato da centrali europee: basterebbe prendere ad esempio la Francia

Il ministro alla Transizione ecologia Roberto Cingolani ci sta provando: il nucleare si potrebbe fare anche da noi, ma il M5S dice no

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Il caro bollette pende come una spada di Damocle sulla testa degli italiani. Nel nucleare una possibile soluzione, ma l’Italia dice no. La Francia, che proprio grazie all’energia nucleare subisce in maniera inferiore i contraccolpi del mercato, sta prendendo in considerazione la possibilità di ampliare i voucher, utilizzati per ora da 5 milioni e mezzo di famiglie a basso reddito.

In Italia, oltre ai voucher praticamente inesistenti, l’energia nucleare sembra quasi far paura. Dunque è no, sebbene sette regioni potranno ospitare scorie radioattive. La verità, però, è che dal nucleare siamo circondati: in Europa sono in funzione 185 impianti. Il ministro alla Transizione ecologia Roberto Cingolani ci sta provando: si potrebbe fare anche da noi, ma il M5S dice no.

Santoro (Enea): “Dopo il “no” dell’ Italia prosegue la ricerca”

Nonostante la competenza intellettuale e culturale, il rapporto dell’Italia con il Nucleare e’ piuttosto indiretto, dato che abbiamo rinunciato alla produzione di energia a livello nazionale, e siamo impegnati solamente nelle collaborazioni estere”. A spiegarlo all’AGI Emilio Santoro, fisico Nucleare dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), che e’ stato dirigente di ricerca e direttore responsabile del reattore Nucleare di ricerca del centro ricerche ENEA Casaccia. “Non e’ prevista per il nostro paese una prospettiva di utilizzo della fonte Nucleare per la produzione energetica – afferma l’esperto – ci sono stati ben due referendum in cui la popolazione ha espresso la propria opinione negativa a riguardo. Gli impianti attivi sono utilizzati solamente a fini di ricerca, come i due di Casaccia, uno dei quali riguarda prevalentemente l’ambito della medicina Nucleare. I tecnici e gli ingegneri nucleari che completano la loro formazione in Italia lavorano per lo più all’estero, grazie alla collaborazione con le realtà internazionali, che resta comunque dinamica”.

centrale nucleare

Grazie anche alla partecipazione con i programmi Euratom – continua Santoro – siamo in tangente sullo sviluppo dei reattori di prossima generazione, ma abbiamo ancora un netto margine di miglioramento per raggiungere la capacità di un impianto ottimale“. Ripercorrendo le tipologie di reattori, lo scienziato ricorsa che lo sviluppo della reattoristica Nucleare da fissione è iniziato negli anni ’50 del secolo scorso, con la Generazione I, caratterizzata da impianti pilota, che avrebbero dovuto dimostrare le potenzialità del Nucleare come fonte energetica. Questi reattori di taglia media, spiega, potevano raggiungere qualche centinaio di megawatt elettrici.

Con la Generazione II, poi, intorno agli anni ’70-’80, sono stati implementanti impianti fondati sull’utilizzo di acqua leggera come refrigerante, e la maggior parte delle oltre 400 strutture attualmente attive si basa ancora oggi su questa soluzione ingegneristica, che può produrre fino a un migliaio di MWe. L’evoluzione del profilo della sicurezza ha poi condotto alla Generazione III e III+, caratterizzate da una maggiore mitigazione delle situazioni potenzialmente pericolose. A questa categoria appartengono i due reattori in fase di sviluppo che verranno prossimamente installati in Francia e in Finlandia, per la filiera EPR (European Pressurized Reactor), che prevede potenze elettriche superiori al migliaio di MWe.

“Il prossimo passo sarà la Generazione IV – commenta – in cui l’innovazione cambiera’ completamente il paradigma, dato che si prevede un ciclo chiuso del combustibile. Questo significa che i reattori dovrebbero essere estremamente piu’ sicuri, tanto da non consentire il rilascio di prodotti di fissione, una misura che e’ gia’ stata prevista per la generazione attuale, ma che verra’ migliorata in modo piu’ completo”.Il discorso dell’energia Nucleare in Italia e’ stato ormai abbandonato – conclude Santoro – da tecnico posso solo ricordare che la tecnologia Nucleare e’ fortemente ecosostenibile, perche’ sostanzialmente non produce carbonio ne’ altri gas serra. Credo che sia importante sottolineare che l’emergenza climatica e’ un problema che deve essere affrontato quanto prima, perche’ siamo gia’ molto in ritardo rispetto alla campanella dell’ultimo giro. La riduzione delle emissioni non puo’ essere una soluzione percorribile, bisogna considerare anche il mix energetico, ovvero la diversificazione di fonti energetiche volte a favorire la limitazione della produzione di gas serra. L’eolico e’ dannoso per le migrazioni aviarie, per l’impatto ambientale paesaggistico e non e’ generalmente ben visto, il fotovoltaico richiede uno sviluppo orizzontale, per cui rappresenta una soluzione percorribile prevalentemente nelle piccole comunita’, ma non possiamo continuare a utilizzare le fonti dannose all’ambiente. Dobbiamo scegliere quale modello energetico seguire, e dobbiamo farlo ora, per il futuro dei nostri figli, per il bene del pianeta e per la nostra stessa sopravvivenza”.

Cecchetti (Lega): “L’Italia è circondata da centrali straniere, si apra riflessione sul tema”

In Italia il tema del Nucleare e’ un tabu’ intoccabile dal 1987, dal referendum deciso ovviamente dall’onda emotiva provocata dal disastro di Chernobyl. Lo dichiara in una nota Fabrizio Cecchetti, vice capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati e coordinatore della Lega Lombarda per Salvini Premier. “Sono passati 35 anni – prosegue l’onorevole -, il Nucleare continua ad essere utilizzato in quasi tutti gli Stati occidentali con evidenti vantaggi energetici ed ecologici, nel frattempo la tecnologia e l’impiantistica hanno fatto enormi passi in avanti sia nella sicurezza che nel green”. Secondo Cecchetti, di fronte ai continui rincari sui costi dell’energia, sarebbe opportuno “aprire una riflessione seria sul tema del Nucleare”.E a chi agita lo spauracchio di un rischio di una nuova Chernobyl a casa nostra facciamo sommessamente notare che la Francia ha diciannove centrali nucleari attive e la Svizzera cinque: il nord Italia e’ circondato di centrali nucleari straniere e non da oggi, ma gia’ dal 1987, da quando l’Italia ha detto stop al Nucleare mentre gli Stati confinanti andavano avanti”, conclude Cecchetti.

M5s: “Salvini dica dove vuole costruire centrali e quanto costerebbe”

“Se Salvini vuole le centrali nucleari in Lombardia dica dove la costruirebbe, quando sarebbe operativa e quanto costerebbe ai cittadini”. Lo chiede il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia, Massimo De Rosa dopo la presa di posizione del leader della Lega e dello stesso presidente lombardo Fontana, che ha proposito del Nucleare hanno annunciato che la Lombardia potrebbe ospitare una centrale. “Soprattutto spieghi quanto vale per lui e per la Lega il voto di quei milioni di italiani espressisi inequivocabilmente in maniera contraria attraverso non uno, ma due referendum – aggiunge De Rosa -. La crisi politica e identitaria della Lega e del suo segretario comincia a rappresentare un pericolo non solo per l’unita’ nazionale, ma anche per la Lombardia”. 

Renzi: “E’ un grande tema di sostenibilità, ma non paghino i poveri”

Quello dell’energia nucleare “noi pensiamo ci sia un grande tema di sostenibilità ambientale e su questo tema la vera sfida è non far pagare il conto alle famiglie più povere e alle imprese manifatturiere italiane“. Lo ha detto il leader di Italia Viva Matteo Renzi, a margine della presentazione del suo ultimo libro. “Le parole di Roberto Cingolani, per chi le ha ascoltate e anche capite, sono sacrosante”, ha aggiunto.