Morì dopo il vaccino anti Covid ma per i medici non c’è correlazione, il fratello: “Tra qualche anno scopriremo che è stato un caduto sul campo”

"In termini medici non si può affermare che la crisi sia stata determinata da quello e allo stato delle conoscenze mediche, non si può nemmeno escluderlo"

L’infarto sarebbe sopraggiunto senza alcuna correlazione con la vaccinazione. Giorgio Paganelli, ingegnere di Lecco morto nel maggio scorso a poche ore dal vaccino anti Covid-19 non sarebbe dunque deceduto a causa del vaccino. A renderlo noto, su Facebook, è stato il fratello Luigi, avvocato di Lissone (Monza) che, dopo aver presentato denuncia ai carabinieri, ha ricevuto nelle scorse ore l’esito dell’autopsia sul corpo del fratello. “Si conferma il decesso per crisi cardiaca di natura elettrica“, ha scritto Luigi Paganelli, “non risultano segni di infarto, embolia, coaguli, trombi o altro né alcuna traccia di qualcosa che sia riconducibile al vaccino”. Poi ha proseguito: “In termini medici, quindi, non si può affermare che la crisi sia stata determinata da quello e“, ha aggiunto, “allo stato delle conoscenze mediche, non si può nemmeno escluderlo“. “Se questa vicenda epidemica può assomigliare in qualcosa ad una guerra“, ha concluso, “magari tra qualche anno si scoprirà che Giorgio è stato un caduto sul campo, ma oggi va annoverato tra le vittime di fatalità coincidenti ma non connesse al vaccino“.