“Villa Pinuccia” di Mongardino, nell’Astigiano, è diventata la prima casa di riposo piemontese in quarantena alla fine dell’estate 2021. Sette ospiti e alcuni operatori socio-sanitari della residenza sanitaria per anziani, gestita dalla cooperativa “Il Faro”, sono risultati positivi al Covid. Gli anziani ospiti provengono da più comuni del territorio limitrofo e per ora sono in quarantena. La situazione continuerà ad essere monitorata: il focolaio di questa struttura potrebbe portare la Regione ad inasprire le misure per il comparto.
La cooperativa sociale “Il Faro” chiarisce di aver “adottato tutti i protocolli per garantire la sicurezza degli ospiti”. L’importanza, infatti, è “avere sani comportamenti da tenere nella nostra quotidianità e prendersi cura di se stessi, che significa proteggere la famiglia, i colleghi, gli amici, e soprattutto gli ospiti”, si legge sui canali ufficiali della cooperativa, che gestisce una decide una decina di strutture distribuite tra le province di Asti e Torino. “Villa Pinuccia” è sempre stata un modello nella lotta alla pandemia, tanto che durante la seconda e terza ondata di contagi, è stata una delle prime Rsa ad avere aperto alle visite di parenti, amici e altri esterni, risultando una delle meno colpite da focolai incontrollati.
“Le Rsa in Piemonte si confermano uno dei luoghi più sicuri, grazie alla campagna vaccinale e al lavoro fatto in questi mesi dall’Unità di crisi della Regione Piemonte insieme alle oltre 700 strutture per anziani del territorio. Lo testimoniano i dati della piattaforma creata dalla Regione Piemonte per rilevare quotidianamente all’interno delle Rsa la situazione legata all’emergenza sanitaria”, si leggeva nella nota ufficiale diffusa solo qualche giorno fa da Piazza Castello.
L’ultima rilevazione fatta a livello istituzionale locale, infatti, registrava come sul 90% delle strutture la quasi totalità risultasse completamente priva di contagi. Sugli oltre 33 mila ospiti delle Rsa piemontesi, poi, solo 30 erano in isolamento per Covid: lo 0,09%, con una percentuale di positività del personale ferma a un modesto 0,11%. Minime anche le ospedalizzazioni: lo 0,76%; e la mortalità, ridotta di 2/3 rispetto al dicembre 2020, e cioè prima dell’avvio della campagna vaccinale.


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