Il Regno Unito ha deciso, non ci sarà nessun Green Pass: “è uno strumento inutile, pandemia non giustifica limitazioni della libertà dei cittadini”

Il governo del Regno Unito ha deciso: niente Green Pass. La motivazione è molto forte: "non faremo mai qualcosa tanto per farla, o solo perchè la fanno altri. E' inutile e pandemia non giustifica limitazioni delle libertà dei cittadini"

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Il governo britannico guidato da Boris Johnson rinuncia all’idea d’introdurre il Green pass anti Covid in Inghilterra. La scelta era stata ipotizzata per fine mese ma oggi il governo ha deciso diversamente seguendo le scelte già adottate da tanti grandi paesi europei come Spagna, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Svezia e da pochi giorni anche Danimarca, prediligendo la strada della libertà.

Ad annunciare la decisione è stato stamani il ministro della Sanità, Sajid Javid, stando cui sarebbe inutile “fare qualcosa tanto per farla” e non appare più necessario adottare questa precauzione restrittiva nel contesto dell’isola, quand’anche in forma decisamente più limitata rispetto ai provvedimenti adottati in Italia dal governo Draghi, che sul tema del Green Pass sono in assoluto i più restrittivi al mondo.

La misura, secondo le anticipazioni, avrebbe dovuto essere approvata entro fine settembre e imporre l’obbligo della certificazione vaccinale o di un test negativo per poter accedere esclusivamente a locali notturni, discoteche o eventi di massa inglesi (concerti, spettacoli, manifestazioni sportive), così come stabilito dal primo ottobre finora dalla sola Scozia fra le 4 nazioni del Regno. Non era comunque mai stato ipotizzato di chiederlo per trasporti, scuole, ristoranti, bar o addirittura per il lavoro, come si sta facendo in Italia.

Il ministro Javid ha tuttavia reso noto alla Bbc che la decisione finale del governo centrale Tory, competente sull’emergenza sanitaria in Inghilterra, è ora di non procedere più. “Non dobbiamo fare le cose solo per il gusto di farlo o perchè altri lo stanno facendo, dobbiamo ragionare correttamente su ogni possibile intervento. Non mi è mai piaciuta l’idea di dire alle persone che devono mostrare i loro documenti per fare qualcosa o per svolgere un’attività. Sono lieto di poter dire che non andremo avanti su questa strada“, ha detto. Il ministro ha osservato come altrove il Green pass (tendenzialmente impopolare oltre Manica, e non meno sgradito a sinistra che a destra dello schieramento politico) sia stato introdotto di fatto per incoraggiare la gente a vaccinarsi e non perchè funzionasse davvero in termini sanitari. Obiettivo che in Gran Bretagna è in via di raggiungimento comunque, ha argomentato, con oltre l’81% dell’intera popolazione over 16 che ha già ricevuto 2 dosi e il 90% con una. Resta da accelerare la campagna fra 16enni e 17enni, gli ultimi a essere coinvolti in ordine di tempo, dove finora si è giunti “al 55-60%“, ha ammesso Javid, mostrandosi peraltro incoraggiato dalla tendenza attuale pure in questa fascia d’età. Sono numeri elevati, ma comunque inferiori rispetto a quelli dell’Italia dove il vaccino è esteso fino ai 12 anni (nel Regno Unito invece si vaccina dai 16 anni in sù) e in Italia è vaccinato con almeno una dose l’83% degli over 12. Il Regno Unito, quindi, decide di non adottare un provvedimento utile solo ad incentivare le vaccinazioni perchè il governo è soddisfatto per l’elevato numero di popolazione vaccinata, che è comunque inferiore rispetto a quella italiana. In Italia, però, il governo minaccia l’estensione dell’uso del Green Pass e addirittura obbligo vaccinale, accusando i non vaccinati di essere gli untori della pandemia: un approccio completamente opposto tra i due Paesi europei.

Il contrordine del governo Johnson è stato subito criticato dalle opposizioni nel metodo, come un nuovo “ondeggiamento” sulla gestione della pandemia. Ma nel merito le contestazione sono poche, limitate a una parte di esperti, mentre il mondo del business e anche la popolazione plaudono sollevati. Sul fronte parlamentare, del resto, i laburisti di Keir Starmer avevano fatto campagna per settimane contro qualsiasi estensione ad ampio spettro del passaporto vaccinale ad opera del governo conservatore; mentre i liberaldemocratici s’erano dichiarati sempre contrari alla certificazione: e ora rivendicano semmai d’aver spinto l’esecutivo a tornare sui suoi passi. E’ paradossale che nel Regno Unito proprio la sinistra sia contraria al Green Pass, e abbia incoraggiato il Governo di destra a non introdurlo, a fronte di una situazione esattamente opposta rispetto a quanto accade oggi in Italia dov’è proprio la sinistra a spingere ossessivamente sull’utilizzo del Green Pass limitando le libertà dei cittadini che pure hanno risposto alla campagna vaccinale in modo enorme, persino superiore rispetto ai britannici.