Riparare il cuore dopo l’infarto: nuovo approccio terapeutico attraverso la riprogrammazione cellulare

Un nuovo approccio terapeutico si basa sulla medicina rigenerativa per ripristinare nei tessuti cardiaci fibrotici la normale funzione contrattile attraverso quella che viene definita come riprogrammazione cellulare

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Quando si verifica un infarto del miocardio, circa un miliardo di cardiomiociti, le cellule preposte alla generazione e alla trasmissione dello stimolo contrattile che regola la frequenza cardiaca, muore nell’arco di poche ore. Il tessuto muscolare striato di cui e’ naturalmente composto il cuore, infatti, a seguito dell’infarto si trasforma in un tessuto fibroso, piu’ rigido di quello cardiaco e privo di cardiomiociti capaci di contrarsi. E’ questo uno dei problemi principali per chi sopravvive all’infarto.

Un nuovo approccio terapeutico si basa sulla medicina rigenerativa per ripristinare nei tessuti cardiaci fibrotici la normale funzione contrattile attraverso quella che viene definita come riprogrammazione cellulare, stimolata dall’iniezione di biomateriali in grado di rilasciare specifici fattori. Secondo un nuovo studio, condotto su topi con danno da infarto miocardico, la riprogrammazione parziale delle cellule del cuore e’ in grado di guidare la rigenerazione del cuore.

I risultati dello studio, condotto dai ricercatori del Max Planck Institute for Heart and Lung Research in Germania, in collaborazione con altri istituti, e pubblicato sulla rivista Science, suggeriscono che l’approccio potrebbe aiutare a riparare danni cardiaci intrattabili a seguito di lesioni o malattie cardiache e forse altri organi resistenti alla rigenerazione privi di cellule staminali. A differenza di molti tessuti adulti, il cuore dei mammiferi non contiene cellule staminali e la maggior parte dei cardiomiociti adulti (CM), che costituiscono la maggior parte del tessuto cardiaco, mostrano una scarsa capacita’ rigenerativa. Sebbene questa funzione aiuti a bloccare la formazione di tumori cardiaci, lo fa a spese del rinnovamento dei cardiomiociti e rende il tessuto cardiaco adulto in gran parte incapace di ripararsi dopo un infortunio.

Tuttavia, i cuori fetali mostrano un notevole potenziale rigenerativo, in gran parte dovuto alla presenza di CM meno maturi che conservano ancora la capacita’ di riprodursi rapidamente. I ricercatori mostrano come la riprogrammazione parziale (PR) – un approccio che puo’ invertire l’eta’ cellulare attraverso l’induzione a breve termine di fattori di pluripotenza che ringiovaniscono le cellule invecchiate per riconquistare le funzioni di quelle giovani – puo’ essere utilizzata per guidare la rigenerazione del cuore nei topi adulti. “I risultati secondo cui il potenziale rigenerativo dei tessuti adulti puo’ essere riattivato ha implicazioni entusiasmanti per la medicina rigenerativa“, sostengono i ricercatori.