SARS-CoV-2, il briefing del governo britannico: il 70% dei morti era vaccinato, nei vaccinati tasso di letalità molto più alto

SARS-CoV-2, gli ultimi dati dal Regno Unito: il 70% dei decessi dovuti alla variante Delta è stato tra le persone vaccinate che nel Paese sono proprio il 70%. Il vaccino, quindi, non si dimostra efficace per fermare la pandemia

MeteoWeb

Il PHE Public Health England (l’agenzia del dipartimento della salute del governo inglese) ha pubblicato venerdì 17 settembre il Briefing ufficiale n. 23 sull’andamento epidemiologico dovuto al SARS-CoV-2 nel Regno Unito. Nel documento si legge come nel periodo compreso tra il 1° febbraio 2021 e il 12 settembre 2021, il Regno Unito ha registrato 2.542 decessi dovuti alla variante Delta. Di questi:

  • 1.613 sono riferiti a persone completamente vaccinate (63,5%);
  • 166 sono riferiti a persone che avevano ricevuto una dose (6,5%);
  • 722 sono riferiti a persone non vaccinate (28,4%);
  • 41 non classificati (1,6%).

Dei 166 decessi riferiti a persone che avevano ricevuto la 1ᵃ dose, 149 erano state vaccinate da almeno 21 giorni, mentre 17 da meno di 21 giorni. Una persona rientra tra i vaccinati se tra la data del vaccino e la scoperta della positività al SARS-CoV-2 siano trascorsi almeno 14 giorni.

I 1.613 decessi riferiti a persone vaccinate con ciclo completo sono conteggiati su un totale di 157.400 casi di persone vaccinate con ciclo completo e contagiate con la variante Delta.

I 722 decessi riferiti a persone non vaccinate sono conteggiati su un totale di 257.357 casi di persone contagiate con la variante Delta.

La maggioranza dei decessi è avvenuta in persone che hanno completato il ciclo vaccinale, anche se la maggioranza dei contagi si è verificata tra persone che non erano vaccinate. Analizzando i dati e calcolando il tasso di letalità, cioè il rapporto tra i morti e i contagiati, scopriamo che è molto più alto nei vaccinati rispetto ai non vaccinati:

Il tasso di letalità per il periodo esaminato nei vaccinati con ciclo completo è infatti di oltre il triplo rispetto a quello dei NON vaccinati (1% contro lo 0,3%). Sarebbe interessante poter valutare il dato mensilmente e non solo prendendo in esame un arco di tempo così lungo, inoltre poter avere a disposizione il dato dei tamponi effettuati in modo da poter calcolare il tasso di positività. In Italia la presenza del Green Pass (che nel Regno Unito non esiste) non permetterebbe una corretta valutazione in quanto il numero dei contagiati vaccinati è di molto sottostimato visto che il possesso del Green Pass permette loro di entrare quasi ovunque e non sono così costretti, come i non vaccinati, a doversi sottoporre continuamente all’esame del tampone che fa accertare la positività al virus. Anche in Italia, in ogni caso, il tasso di letalità è già adesso più elevato nei vaccinati che nei non vaccinati, come possiamo osservare dai dati ufficiali forniti dall’Istituto Superiore di Sanità.

Ringraziamo per l’analisi dei dati il dott. Luca Fusaro