“Sono anti Covid!”: ‘Scherzi a parte’ ci prova con Vissani ma lui va su tutte le furie. E il pubblico boccia tutto

"Scherzare sul COVID? Mostrare quindi uno che urla all'Asl? Che senso aveva questo scherzo? Vergogna": lo scherzo a Vissani si trasforma in uno spunto per fare polemica

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La nuova stagione di ‘Scherzi a parte’, show condotto da Enrico Papi su Canale 5, parte con il piede sbagliato. Il noto chef Gianfranco Vissani è stato infatti vittima di uno scherzo che è finito molto male, tra parolacce, insulti e negazionismo. Il programma di Mediaset gli ha infatti inviato una squadra di finti ispettori Asl nel bel mezzo di un collegamento tv. A destare attenzione sono state le misure anti-COVID che secondo i sedicenti ispettori Vissani non avrebbe rispettato alla lettera.

Lo chef umbro, il quale come è noto è sempre stato critico sul regime imposto da un anno e mezzo dal governo ai ristoratori in materia di pandemia, ha però dato in escandescenze. Imprecazioni e offese, tutte coperte dai ‘beep’, si sono susseguite una dopo l’altr. Le urla adirate di Vissani però, come riporta Dagospia, non hanno riscosso né comprensione né particolare gradimento tra i telespettatori, che sui social hanno commentato in diretta in modo piuttosto colorito. “Ma sta roba dovrebbe far ridere? Lui che sclera per le norme anti COVID?”. “Risulterò pesante ma uno scherzo sul COVID anche no e poi lui ne sta uscendo male male”. E c’è anche chi tira in ballo “l’arroganza degli chef“, generalizzando un po’ troppo.

E ovviamente non sono mancate le critiche agli autori, contestati per aver scelto di “indirizzare” la prima puntata con uno scherzo d’esordio un po’ troppo “politicizzato” sul tema COVID. “Scherzare sul COVID? Mostrare quindi uno che urla all’Asl? Che senso aveva questo scherzo? Vergogna”. E sotto accusa c’è finito ovviamente lo stesso Vissani, per una frase piuttosto equivocabile sfuggitagli nel pieno dell’ira: “Io sono anti COVID“. E qualcuno gli ha risposto: “Noi invece facciamo i COVID-party per quanto ci piace“.