Decreto Green Pass pubblicato in Gazzetta Ufficiale: i tamponi salivari saranno validi per la certificazione

Nel decreto Green Pass del 23 luglio, i test salivari vengono equiparati ai tamponi e possono essere utilizzati per ottenere la certificazione verde

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto n. 105 sul Green Pass, varato il 23 luglio e approvato in via definitiva il 15 settembre. Ecco le principali novità del decreto, che proroga fino al 31 dicembre 2021 lo stato di emergenza nazionale.

Come ormai sappiamo, per accedere a ristoranti al chiuso, spettacoli, competizioni sportive, musei e mostre, piscine e palestre, sagre e fiere, convegni e congressi, centri termali e culturali, sale gioco e sale scommesse, è necessario il Green Pass, la cui validità passa da 9 a 12 mesi. I test salivari vengono equiparati ai tamponi e si estende fino al 30 novembre la misura dei tamponi a prezzi calmierati in farmacia (15 euro per gli adulti, 8 euro per i minorenni).

Se non si rispettano le regole, si rischia una multa dai 400 ai 1000 euro. L’assenza dal lavoro per il mancato possesso del Green Pass viene considerata assenza ingiustificata e dopo il quinto giorno, scatta la sospensione senza stipendio.

Test salivari validi per il Green Pass

Un emendamento al decreto prevede che i test salivari molecolari saranno validi anche per il Green Pass. Si tratta del test meno invasivo tra quelli in circolazione. Generalmente è consigliato a chi deve fare il controllo con frequenza, magari per motivi di lavoro, ed è il più indicato per i bambini, soggetti molto anziani e disabili. Esistono due tipi di test salivari, molecolari e antigenici (rapidi), e il loro uso è regolato da una circolare del Ministero della Salute del maggio scorso. L’antigenico è fai-da-te (si può effettuare anche in farmacia), mentre il molecolare va effettuato in laboratorio.

Il ricorso alla saliva, spiega la circolare, può essere considerato un’opzione qualora non sia possibile ottenere tamponi oro/nasofaringei, preferibilmente entro i primi cinque giorni dall’inizio dei sintomi. Il tampone raccoglie una piccola quantità di saliva e verifica in essa la presenza o meno delle proteine di superficie di SARS-CoV-2. Per avere il risultato di un test salivare rapido bisogna attendere una decina di minuti: la saliva va inserita nella provetta che viene venduta con la confezione in farmacia o anche al supermercato. Alla quantità di saliva sufficiente raccolta si aggiunge un liquido reagente: il liquido va poi posizionato su un tester. I risultati arriveranno in una decina di minuti. In questo caso, essendo la precisione del test più bassa, la positività va confermata con un ulteriore esame. Per il test salivare molecolare, che cerca l’Rna del virus grazie a una particolare analisi (Pcr) effettuabile solo in laboratorio, i tempi di attesa sono di circa 24 ore.