Vaccini anti Covid, l’Oms sconsiglia la terza dose per i soggetti sani ma l’Italia fa l’esatto opposto

L'OMS si è espressa in maniera contraria alla terza dose per le persone sane che hanno già avuto la doppia inoculazione di vaccino anti Covid

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Si discute molto, ormai da settimane, sull’opportunità della terza dose di vaccino anti Covid. E il dibattito non è solo scientifico ma anche politico. Se da un lato i paesi occidentali vorrebbero già avviare le procedure per la terza inoculazione, dall’altro organi sovrannazionali come l’Oms chiedono di vaccinare prima i cittadini dei paesi poveri che non hanno ancora ricevuto nemmeno la prima dose.

Chiederò un’estensione della moratoria terza dose almeno fino alla fine del 2021 per permettere ad ogni Paese di vaccinare almeno il 40% della sua popolazione”. Lo ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanita’ in conferenza stampa a Ginevra. “La terza dose può essere necessaria per le fasce delle popolazioni più a rischio, come gli immunodepressi, dove viene registrato un calo dell’immunizzazione offerta dalle dosi iniziali. Ma, per ora, non vogliamo vedere un uso diffuso di richiami per persone sane che hanno completato il loro ciclo vaccinale“.

In Italia, però, sta avvenendo l’esatto opposto di ciò che chiede l’OMS, la quale si è espressa in maniera contraria alla terza dose per le persone sane che hanno già avuto la doppia inoculazione. Il governo italiano ha già deciso che la terza inoculazione anche per medici e infermieri sani ci sarà. Andando contro ogni evidenza scientifica.