Vaccini, il virologo Giorgio Palù: “la terza dose è necessaria per i soggetti fragili”

"Il Cts ha già espresso il suo parere favorevole alla terza dose", il ciclo previsto "non protegge sufficientemente i soggetti immunodepressi

MeteoWeb

Nelle sedi opportune il Cts ha già espresso il suo parere favorevole alla terza dose” di vaccino anti-Covid, “in base agli studi che dimostrano che” il ciclo previsto attualmente “non protegge sufficientemente i soggetti immunodepressi, i trapiantati, i pazienti oncoematologici, i dializzati“, ma “anche i soggetti anziani” che dovrebbero essere considerati immunodepressi: è quanto ha affermato il virologo Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa e componente del Comitato tecnico scientifico per l’emergenza coronavirus, che in un’intervista a ‘Buongiorno’ su Sky Tg24 ha sollecitato un intervento della politica. “Io come altri colleghi siamo chiamati a dare un parere, ma queste sono decisioni di sanità pubblica” e “ovviamente prevenire è sempre meglio che curare“, ha sottolineato. Quindi “in questi casi è importante e addirittura giustificato agire anche prima che le agenzie regolatorie si esprimano, perché” queste “lo fanno unicamente sui dati che vengono loro forniti dall’industria farmaceutica“. “Credo che l’Ema abbia appena ricevuto i dati da Pfizer sulla terza dose e li debba ricevere ancora da Moderna“, dunque “si esprimerà non prima di un mese, un mese e mezzo“. Pertanto in uno scenario come questo la questione “non diventa un problema di enti regolatori, ma di sanità pubblica e se ne deve far carico in prima istanza il ministero della Salute” soprattutto “di fronte a dati che ci dicono che l’immunità viene un po’ meno col tempo, soprattutto nei soggetti anziani, immunodepressi ma anche in quelli più esposti“.

Di fronte a questa contagiosità” di Sars-CoV-2, “che avviene in larga misura in un periodo presintomatico, dobbiamo interrogarci se valga ancora la pena parlare di immunità di gregge con il rischio che c’è anche per un vaccinato di contagiarsi, anche se il contagio si manifesta con sintomi molto lievi. Ma quel soggetto potrebbe trasmettere, quindi più che di immunità di gregge dovremmo parlare di protezione dalla malattia grave, cosa che è assolutamente necessario garantire,” ha precisato Palù,. “Quindi non solo il vaccino ma presto auspico vengano approvati anche farmaci per uso domiciliare“.

La contagiosità” di Sars-CoV-2 “è nettamente cambiata“, con la presenza delle “varianti in circolazione che destano preoccupazione e allerta” e “che sono Alfa, Beta, Gamma e Delta. La Delta soprattutto, rispetto al ceppo” originario “Wuhan, ha una concentrazione nelle prime vie respiratorie da 100 a 1.000 volte superiore,” ha affermato Palù. “Il tempo incubazione è dimezzato da 4 a 2 giorni. La contagiosità è aumentata per la mutazione 681 che fa fondere con maggiore facilità il virus con le nostre cellule, rendendolo più infettivo. Questa fa sì che il virus sia il 50% più contagioso della variante Alfa. Ricordo anche che la variante Delta ha soppiantato nel mondo le altre varianti e questo potrebbe dirci che il virus si sta adattando all’uomo“. “Un altro dato che vorrei ricordare è che stiamo utilizzando un vaccino disegnato su un genoma pubblicato nel gennaio 2020 e che è in grado di proteggerci ancora dalla maggior parte delle varianti circolanti con efficacia“.