Virologi in tv solo se autorizzati, Viola: “La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”

"E' importante che ai cittadini arrivi un’informazione sana, ma non è imbavagliando la libertà di espressione degli scienziati che si fa del bene alla collettività"

Ammetto che non ci potevo credere. Quando stamattina un giornalista mi ha telefonato e mi ha chiesto cosa ne pensassi del “bavaglio” che si vuole imporre alla scienza, non solo non avevo idea di cosa stesse parlando ma, quando me l’ha spiegato, non gli ho creduto e non ho rilasciato commenti, perché credevo fosse una notizia falsa, e sono andata quindi a verificare direttamente alla fonte“. E’ quanto racconta l’immunologa Antonella Viola, Professoressa Ordinaria di Patologia Generale. Il riferimento è alla possibilità che il governo decida di bloccare le comparse in tv di virologi e medici, salvo autorizzazione.

“Senza quindi farmi influenzare dalle considerazioni che già girano su giornali e siti online, ho guardato e ascoltato con attenzione il videomessaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook dall’onorevole Trizzino, promotore di questa proposta secondo la quale solo gli scienziati autorizzati dalla propria struttura dovrebbero poter parlare con i mezzi di comunicazione. Ebbene, il discorso pacato dell’onorevole si basa su un punto essenziale: è importante che ai cittadini arrivi un’informazione sana, libera da falsità, perché la disinformazione in campo sanitario è pericolosa e causa vittime. Il discorso non fa una piega ma, come sempre, la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”, prosegue l’immunologa.

“Quando la pandemia è scoppiata, il nostro Paese si è ritrovato completamente impreparato: nessun piano pandemico aggiornato, mascherine e guanti esauriti immediatamente, ospedali presi d’assalto, reagenti per la diagnostica introvabili, pochi posti in terapia intensiva e altre gravi carenze che hanno certamente aggravato la situazione già difficile. Eppure la scienza si attendeva che una pandemia così sarebbe arrivata. Chi ha letto il libro “Spillover”, di Quammen, sa che la scienza riteneva non solo che una pandemia si sarebbe verificata ma anche che sarebbe stata causata da un coronavirus, che sarebbe stata una malattia di tipo respiratorio e persino che il virus avrebbe compiuto il salto nell’uomo in un mercato della Cina. Perchè allora non ci siamo preparati adeguatamente per affrontarla? Il motivo è semplice: la scienza non aveva voce, parlava solo agli addetti ai lavori, non è mai arrivata ai cittadini e, quindi, non ha destato l’attenzione alla politica. Se quindi devo cercare qualcosa di positivo nella tragedia che ci ha colpito, lo trovo proprio nella nuova familiarità che gli italiani hanno con noi scienziati, nell’inattesa irruzione della ricerca scientifica nelle case delle persone, nel nuovo ruolo che ha assunto la comunicazione della scienza. Questa nuova voce che ci è stata data dovrà essere utilizzata con responsabilità e al meglio, ma dovrà continuare a parlare per prevenire i futuri disastri”.

Non è quindi imbavagliando la libertà di espressione degli scienziati che si fa del bene alla collettività. Piuttosto, lo si fa inserendo nelle trasmissioni televisive i giornalisti scientifici, categoria che in Italia è sottoutilizzata e che è invece preparata per filtrare l’informazione sulla base della qualità e assumersi quindi la responsabilità di scegliere a chi dare la parola e a chi no.
Se quindi è vero che un medico no vax in televisione fa danni e può essere responsabile di scelte sbagliate che possono costare persino la vita ai cittadini, tuttavia questo non si evita imbavagliando la scienza ma, al contrario, lasciandola libera di esprimersi, permettendole di parlare ai cittadini, di spiegare loro, fino allo sfinimento, perché la vaccinazione è la scelta migliore. Dovrebbe essere inoltre superfluo ricordare all’onorevole Trizzino che uno degli argomenti maggiormente utilizzati dai no vax riguarda proprio la collusione tra scienza e poteri forti, e che solo la pluralità e la totale libertà di espressione degli scienziati può mettere a tacere queste derive complottiste. E, infine, non va dimenticato che nulla in campo educativo funziona meglio dell’esempio: se vogliamo vivere in un mondo di cittadini pensanti e liberi, mostriamo loro rispetto per il pensiero e per la libertà”, conclude Antonella Viola.