Virgin Galactic: rinviata la missione italiana “Virtute-1”, il lancio non prima di metà ottobre

La prima missione suborbitale scientifica italiana vedrà a bordo dello spazioplano Spaceship-2 della società Virgin Galactic un equipaggio misto dell’Aeronautica Militare e del CNR

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Non si terrà prima di metà ottobre il lancio della Unity 23, il volo suborbitale dello spazioplano Spaceship-2 della Virgin Galactic che ospiterà la missione italiana “Virtute-1“, di Aeronautica Militare e Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR): lo ha reso noto l’azienda di Richard Branson.
Inizialmente previsto a fine settembre, il volo era stato rinviato dopo che le autorità federali americane avevano annunciato che non avrebbero consentito alla Virgin Galactic di volare, in attesa dei risultati dell’indagine sull’incidente nel quale a luglio un velivolo dell’azienda aveva deviato rispetto alla traiettoria prevista.
Virgin Galactic ha comunicato che durante la preparazione del volo Unity 23 un suo fornitore aveva segnalato un potenziale difetto di fabbricazione in un componente del sistema di controllo di volo: non è ancora chiaro se il difetto sia presente nei suoi velivoli e, se lo fosse, quali interventi di riparazione sarebbero necessari.
In via precauzionale e in linea con le procedure di sicurezza, Virgin Galactic sta conducendo ispezioni in collaborazione con l’azienda fornitrice dei componenti.
La finestra di lancio per il volo Unity 23 non potrà per tali motivi essere aperta prima di metà ottobre e l’azienda si riserva di indicare una data più precisa quando le analisi in corso saranno completate, in coordinamento con l’Aeronautica Militare Italiana.

Aeronautica Militare e CNR vanno nello Spazio con Virgin Galactic

I primi tre italiani, e i primi europei, che si preparano ad affrontare un volo suborbitale a bordo dello spazioplano Spaceship-2 della Virgin Galactic sono il colonnello Walter Villadei, il tenente colonnello Angelo Landolfi, entrambi dell’Aeronautica Militare, e l’ingegner Pantaleone Carlucci, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Tutti e tre a bordo condurranno esperimenti scientifici, che saranno 12 di cui 4 medici e 8 tecnologici. L’equipaggio misto AM-CNR valuterà e misurerà gli effetti biologici della fase di transizione in microgravità sul corpo umano. Altri esperimenti condotti a bordo mirano a studiare gli effetti della microgravità su un’ampia varietà di proprietà fisiche e chimiche dei materiali (fenomeni di combustione o comportamento dei fluidi), caratterizzanti l’ambiente di volo (ad esempio dal punto di vista delle radiazioni a bordo). Dai risultati degli esperimenti sarà possibile ricavare preziose informazioni per la futura applicazione in una vasta gamma di ambiti, da quello addestrativo ed operativo fino ai possibili impieghi innovativi in ambito industriale

La missione durerà in totale circa un’ora e 40 di volo e sarà la prima volta che la navetta di Virgin Galactic verrà operata in questo modo, con esperimenti scientifici a bordo. L’equipaggio italiano sarà totalmente autonomo nella gestione degli esperimenti anche se si coordinerà con l’equipaggio di Virgin galactic che si occuperà della condotta della navetta.

I piloti della missione saranno Michael Masucci e CJ Sturckow, a bordo dello spazioplano VSS Unity e Kelly Latimer e Nicola Pecile, per la piattaforma di lancio (“mothership”) VMS Eve.