Al via la pre-COP26: il ruolo dello Spazio e dei dati satellitari a sostegno delle politiche sul clima

L'ESA sarà presente alla Pre-COP e alla COP26, per mettere in evidenza quanto sia importante osservare il nostro mondo in evoluzione dallo Spazio

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In previsione della 26a Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP26), i ministri del clima e dell’energia si riuniscono questa settimana a Milano, in Italia, per parlare delle tematiche politiche principali da affrontare al prossimo vertice globale, che si terrà all’inizio di novembre a Glasgow.

L’ESA sarà presente alla Pre-COP e alla COP26, per mettere in evidenza quanto sia importante osservare il nostro mondo in evoluzione dallo Spazio e dimostrare come i dati satellitari abbiano un ruolo fondamentale nel sostenere le politiche sul clima.

Il summit COP26 riunirà le parti per accelerare l’azione verso gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. Ogni COP è di solito preceduto da un incontro preparatorio che si tiene circa un mese prima, chiamato Pre-COP, e che quest’anno avrà luogo dal 30 settembre al 2 ottobre al Centro Congressi di Milano (MiCO).

Nel suo più recente e importante rapporto di valutazione, il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC) ha identificato i satelliti di osservazione della Terra come mezzo indispensabile per il monitoraggio delle cause e degli effetti del cambiamento climatico, concludendo che, se i governi non agiranno tempestivamente per ridurre le emissioni in linea con l’Accordo di Parigi, probabilmente assisteremo a un serio aumento degli effetti del cambiamento climatico.

Le osservazioni satellitari ci garantiscono una copertura globale, acquisendo dati sulla stessa regione a pochi giorni di distanza per fornirci un quadro approfondito sulla salute e sul comportamento del nostro pianeta e sul modo in cui è influenzato dal cambiamento climatico. I dati ottenuti forniscono informazioni fondamentali su cui basare le strategie e le politiche di mitigazione.

L’IPCC riconosce direttamente il contributo dell’Iniziativa per il Cambiamento Climatico di ESA, un programma di ricerca che si basa sui dati di diverse missioni satellitari per generare le osservazioni globali e a lungo termine necessarie agli scienziati per capire il nostro sistema terrestre in evoluzione.

I satelliti forniscono informazioni senza precedenti sul ritiro dei ghiacciai, l’innalzamento del livello del mare e l’aumento dei gas serra presenti nell’atmosfera oltre che sulla deforestazione a livello mondiale. L’ESA porrà in evidenza il valore critico dell’Osservazione della Terra dallo Spazio alla Pre-COP e alla COP26, in sede e virtualmente con una serie di visualizzazioni di dati, storie sul clima e altre risorse, oltre a eventi collaterali dedicati con esperti e decision-maker.

Un pianeta in evoluzione: uno sguardo dall’alto

Farà parte delle attività della Pre-COP di Milano e dell’incontro Youth4Climate: Driving Ambition meeting, anche un evento ibrido organizzato da ESA, Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Università di Milano, in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, che si terrà oggi, venerdì 1 ottobre. Durante l’evento si terranno dibattiti sulle diverse prospettive del cambiamento climatico.

Tra gli ospiti: Simonetta Cheli, Capo Ufficio Strategia, Programmi e Coordinamento, Direzione dei Programmi di Osservazione della Terra dell’ESA, l’astronauta dell’ESA Luca Parmitano, che parlerà della sua ultima spedizione scientifica sul Ghiacciaio del Gorner in Svizzera, oltre ad altri esperti dell’ASI e del Politecnico di Milano.

Simonetta Cheli commenta: “È risaputo che i giovani saranno i più colpiti dal cambiamento climatico, oltre a essere il gruppo che chiede un’azione immediata e rafforzata. Oggi, insieme ai nostri partner e in previsione della Conferenza COP26, l’ESA è impegnata nella sensibilizzazione dei giovani relativamente al modo in cui lo Spazio è parte della soluzione“.

La spedizione guidata dall’ESA è stata filmata come parte di un prossimo documentario che sarà presentato a COP26, con una proiezione in anteprima per il pubblico italiano venerdì. L’evento avrà luogo presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, dove si trova la mostra Fragility and Beauty – taking the pulse of our planet from space (Fragilità e Bellezza – tastare il polso del nostro pianeta dallo Spazio).

Inaugurata nel 2019, la mostra permanente, organizzata dall’ESA in collaborazione con l’ASI, crea un legame tra ricerca scientifica, tecnologia spaziale e arte, mettendo al centro il tema del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile. La mostra è stata recentemente aggiornata con contenuti e immagini “tattili” di Osservazione della Terra, in collaborazione con l’ESA.