Clima: la Terra potrebbe essere ben lontana dal punto di non ritorno, “è più resistente di quanto si possa pensare”

La Terra potrebbe essere molto più resistente di quanto si possa pensare e quindi anche molto lontana dal temuto punto di non ritorno climatico

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Da punto di vista climatico, il nostra pianeta potrebbe essere ancora ben lontano dal punto di non ritorno: l’ipotesi, descritta su Scienze, è stata avanzata da un gruppo di ricercatori, ecologisti e matematici, che hanno esaminato una serie di modelli con proiezioni ambientali.
Il team, composto da esperti di istituti di ricerca nei Paesi Bassi, all’Università di Utrecht e all’Università di Leiden, ha studiato il concetto di “punti critici” in un contesto spaziale.
Dobbiamo assolutamente agire e fare il possibile per invertire i cambiamenti climatici e reagire all’emergenza climatica ma la Terra potrebbe essere molto più resistente di quanto si possa pensare. La formazione di modelli spaziali negli ecosistemi spesso viene utilizzata come segnale di avvertimento precoce per una transizione critica, ma spesso l’ambiente può adottare misure spontanee per eludere i punti di non ritorno e ritrovare l’equilibrio,” ha affermato Max Rietkerk, ecologo presso l’Università di Utrecht.
Per giungere a questa conclusione, gli esperti hanno effettuato analisi matematiche e nuove osservazioni da ecosistemi del mondo reale. “Quando in natura emergono degli schemi spontanei, si parla di ‘modelli di Turing’, riferendosi al famoso matematico che nel 1952 descrisse alcune situazioni, come le strisce sul manto degli animali, che possono svilupparsi da una base di partenza omogenea. Nella scienza ecologica i modelli di Turing sono spesso spiegati come segnali di allarme precoce, perché indicano un cambiamento, ma non necessariamente sono associati a una situazione critica. Si pensi ad esempio al passaggio dalla savana al deserto: si tratta di un sistema in cui si possono osservare tutti i tipi di forme spaziali complesse. In questo caso i modelli di Turing sono un segno di resilienza, non di problematica,” ha precisato Arjen Doelman, dell’Università di Leiden.

I ricercatori hanno quindi esposto il concetto di multistabilità, legato all’idea che diversi modelli spaziali possano verificarsi contemporaneamente nelle stesse circostanze: “Ogni ambiente può restare stabile in un’ampia gamma di condizioni, abbiamo scoperto che qualunque sistema abbastanza complesso da generare modelli spaziali può anche eludere punti di non ritorno,” ha proseguito Rietkerk.
Dobbiamo rielaborare la nostra conoscenza attuale e comprendere appieno il ruolo dei punti di non ritorno. Solo in questo modo potremo determinare quali condizioni possano effettivamente degenerare in situazioni critiche e quali sarebbero invece più resilienti,” ha concluso l’ecologo dell’Università di Utrecht.