Valori fuori norma a Vulcano: cosa sta succedendo e cosa cambia con il livello di allerta “giallo”

Il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto il passaggio al livello di allerta “giallo” per l’isola di Vulcano: cosa significa e cosa cambia

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Nella giornata di ieri, il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto il passaggio al livello di allerta “giallo” per l’isola di Vulcano. D’intesa con la struttura della protezione civile della Regione Siciliana e con il parere concorde della Commissione per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi, il Dipartimento ha valutato che le variazioni significative di diversi parametri del monitoraggio vulcanico, rilevate nelle ultime settimane dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-INGV e dall’Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell’Ambiente CNR-IREA, hanno reso necessarie alcune misure e iniziative aggiuntive per la gestione del rischio sull’isola.

In particolare, il livello di allerta “giallo” determina, tra le altre cose, il potenziamento delle attività di monitoraggio e sorveglianza vulcanica (anche con l’eventuale coinvolgimento di altri centri di competenza oltre a INGV e CNR-IREA che ordinariamente se ne occupano), un raccordo informativo costante tra la comunità scientifica e le altre componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, l’aggiornamento dei piani di protezione civile, una diffusa attività di informazione alla popolazione residente sull’isola e ai turisti, con specifico riferimento all’innalzamento del livello di rischio. Le strutture di protezione civile della Regionale Siciliana e del Comune di Lipari sono state già attivate in tal senso per adottare tutte le iniziative necessarie.

Cosa sta accadendo a Vulcano

Nel corso dell’estate, ed in particolare a partire dal mese di settembre, i sistemi di monitoraggio dell’INGV hanno messo in evidenza la variazione di alcuni segnali geofisici e geochimici registrati a Vulcano (Isole Eolie), in particolar modo quelli legati all’attività del sistema idrotermale che alimenta le fumarole del cratere della Fossa”, ha spiegato l’INGV in un articolo pubblicato sul blog INGVvulcani. “In particolare, la temperatura dei gas emessi dalle fumarole sull’orlo craterico è aumentata e la composizione dei gas mostra un aumento di CO2 e SO2 (anidride carbonica e anidride solforosa). Anche la microsismicità locale legata alla dinamica del sistema fumarolico ha mostrato un aumento nelle ultime settimane”.

“Tutte le informazioni relative alla sorveglianza e al monitoraggio che l’INGV svolge sull’Isola di Vulcano sono trasmesse tempestivamente dall’Osservatorio Etneo e dalla Sezione di Palermo al Dipartimento della Protezione Civile e a tutte le Autorità competenti, secondo procedure concordate, per le valutazioni del caso. L’INGV sta provvedendo al potenziamento delle reti di monitoraggio e sorveglianza esistenti per seguire al meglio l’evolversi di questa situazione.
In questi giorni, l’Osservatorio Etneo ha installato nuove stazioni sismiche a integrazione di quelle esistenti sull’isola, predisponendo anche la messa in opera di una telecamera termica che inquadri l’area fumarolica del cratere. Inoltre, da circa due mesi la sezione di Palermo dell’INGV ha attivato 4 nuove stazioni nell’abitato di Vulcano Porto per la misura del flusso di CO2 dal suolo e della concentrazione di CO2 in aria.
Ulteriori rilievi e campagne di misura sono previsti per le prossime settimane. In particolare, a metà ottobre verrà eseguita la campagna annuale di misure GPS tra le isole di Vulcano e Lipari, con particolare dettaglio nell’area del cono della Fossa, che permetterà di valutare meglio la dinamica in atto.
Sulla base dei cambiamenti sopra descritti, il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto il passaggio del livello di allerta da Verde a Giallo per l’Isola di Vulcano”, ha concluso l’INGV.

La foto, scattata il 29 settembre 2021, mostra il cratere della Fossa di Vulcano con le volute di gas rilasciato dalle fumarole. Fotografia di Marco Anzidei

Vulcano: si lavora per la sicurezza sull’isola

A Vulcano sono presenti vulcanologi dell’INGV, esperti della Protezione civile, il sindaco Marco Giorgianni e tecnici della Città Metropolitana di Messina. L’obiettivo è rendere Vulcano sicura, oltre che per i 500 isolani, anche per i tanti turisti ancora presenti. Tra i primi interventi vi sarà una ordinanza sindacale per vietare la scalata sulla cima del cratere che si raggiunge ad una altezza di circa 500 metri.
Previste verifiche nelle piste eliportuali sia al Piano che a Vulcanello, anche se risultano perfettamente funzionati. Per la giunta Giorgianni uno degli obiettivi primari è fare insediare il Coa (Centro operativo avanzato) a Vulcano da parte della Protezione civile, in modo da gestire l’eventuale emergenza direttamente dall’isola eoliana con le dovute attenzioni e comunicazioni.