Covid: l’Australia riapre i confini dopo 18 mesi, “è il momento di ridare la vita agli australiani”

L'Australia riaprirà presto i confini dopo 18 mesi nei quali, a causa della pandemia, i suoi cittadini non sono stati autorizzati a lasciare il Paese senza permesso

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L’Australia riaprirà le sue frontiere a partire dal mese prossimo: lo ha annunciato oggi il primo ministro Scott Morrison, 18 mesi dopo il divieto imposto agli australiani di viaggiare all’estero senza specifica autorizzazione.
Morrison ha spiegato che i cittadini vaccinati potrebbero tornare a casa e viaggiare all’estero “nelle prossime settimane” una volta che sarà raggiunto l’obiettivo di vaccinazione all’80%. “Ora è il momento di ridare la vita agli australiani. Ci stiamo preparando e l’Australia sarà pronta a decollare, molto presto“.
Il Nuovo Galles del Sud, lo Stato più popoloso, prevede di superare già a ottobre il 70% di popolazione vaccinata, ma altri, come il Queensland o l’Australia Occidentale, perseguono una politica restrittiva e mantengono i loro confini chiusi al resto del Paese: in sostanza, tra un mese, per un residente di Sydney o Melbourne sarà più semplice visitare Londra o New York che Perth o Brisbane.
Il premier ha aggiunto che i residenti vaccinati potrebbero andare in quarantena domiciliare per sette giorni al loro ritorno, evitando quella obbligatoria e costosa di 14 giorni in hotel attualmente imposta.

A marzo dello scorso anno l’Australia ha introdotto severe restrizioni, in particolare alle frontiere, in risposta alla pandemia: sono stati bloccati innumerevoli voli internazionali e i viaggi all’estero sono stati ridotti al minimo. Molte famiglie sono state separate in diversi continenti, con i cittadini bloccati all’estero, e residenti stranieri sono rimasti bloccati nel Paese.
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, solo nei primi 5 mesi di quest’anno sono state respinte oltre 100mila richieste di ingresso o uscita dall’Australia.