Covid, Pregliasco: la pillola antivirale molnupiravir “un’arma per azzerare il costo sociale e il dolore causati dai casi gravi”

L’antivirale orale sperimentale molnupiravir è in grado di ridurre di circa il 50% il rischio di ricovero e morte nei pazienti con Covid in forma lieve o moderata

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La pillola antivirale molnupiravir, per la quale l’azienda Msd ha annunciato che chiederà in tempi brevi il via libera a diversi enti regolatori nel mondo, “è interessante come approccio. Siamo ancora in fase 3” di sperimentazione e in attesa di via libera, “quindi non bisogna dire che subito domani mattina tutti avranno la possibilità di avere questa terapia, ma sicuramente è un’arma che servirà sul fianco dei malati, che ci saranno ancora. Perché, anche con elevatissime coperture vaccinali, la malattia Covid sarà endemica e quindi dobbiamo assolutamente avere terapie per gestire e azzerare il costo sociale e il dolore causati dai casi gravi di questa patologia“: lo ha spiegato all’Adnkronos Salute Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano. E’ “fondamentale considerare l’importanza di un farmaco maneggevole – ha commentato, riferendosi alla possibilità di un uso a domicilio – Ci sarà questo, ma ce ne sono già anche altri di strumenti che ci aiutano sul fronte terapie per malati Covid. Come anakinra“. Sono “farmaci che hanno un’azione immunomodulante, e va ricordato anche tocilizumab. Strumenti interessanti che stanno consolidando con i tempi della scienza un approccio più proattivo. Ad oggi dobbiamo dire che il cortisone e l’eparina, da dare quando serve senza eccedere, rappresentano già un modo di trattare al meglio possibile“.
C’è anche tutta l’esperienza acquisita “nella gestione respiratoria, senza che sia troppo invasiva e che quindi non danneggi i polmoni“.
Per il virologo, “è importante considerare che ci sono tanti approcci, e non tutti sono arrivati in fondo. Ci sono più farmaci in corsa. Gli ultimi 4 che si sono resi disponibili mostrano che si è arrivati a uno step successivo a fasi di ricerca e quindi a un’applicazione. Ci sono poi gli anticorpi monoclonali, un altro elemento fondamentale. Nell’arco di alcuni mesi avremo sempre più evidenze e disponibilità di farmaci terapeutici. Però – ha concluso Pregliasco – non ci devono far abbassare la guardia rispetto al fatto che il vaccino, pur non permettendo un’immunità di gregge, ci porterà a una convivenza sempre più ‘civile’ col virus“.

Covid: il farmaco antivirale orale sperimentale molnupiravir dimezza ricoveri e decessi