Covid, studio USA sui vaccinati che si contagiano: rischiano di più i giovani adulti e chi ha ricevuto il vaccino J&J

Un nuovo studio ha analizzato l’incidenza generale e i fattori di rischio associati alle infezioni da Covid nelle persone completamente vaccinate: ecco chi rischia di più

“Nonostante la notevole efficacia nella sperimentazione clinica e l’efficacia nel mondo reale dei vaccini contro SARS-CoV-2, si verificano infezioni breakthrough”, ossia quelle che avvengono in soggetti vaccinati, superando la barriera di protezione offerta dalla vaccinazione, “potenzialmente con importanti conseguenze cliniche e per la salute pubblica. Poco si sa sui fattori di rischio associati all’infezione breakthrough, come età, etnia, esso, esposizione e comportamento in comunità e storia di una precedente infezione da Covid-19”. Queste sono le premesse di uno studio, pubblicato in preprint su MedRXiv, che ha analizzato l’incidenza generale e i fattori di rischio associati alle infezioni breakthrough in 16.020 persone completamente vaccinate in North Carolina, con un vaccino anti-Covid a mRNA o con il vaccino Johnson&Johnson.

Tra gli oltre 16.000 partecipanti, “310 (1,9%) hanno riportato un test positivo al SARS-CoV-2 dopo la vaccinazione. Il tasso era di 7,3 infezioni breakthrough ogni 100.000 anni-persona. Le infezioni erano asintomatiche in 286 casi (92%).  L’incidenza cumulativa delle infezioni breakthrough era del 5,2% 34 settimane dopo la vaccinazione completa. Un’età pari o superiore a 45 anni era associata con un rischio più basso di infezioni breakthrough. Rispetto alle persone vaccinate con il vaccino Pfizer, i partecipanti vaccinati con il vaccino di Johnson&Johnson avevano un rischio più alto di infezione breakthrough. I partecipanti delle contee rurali e suburbane avevano un rischio più alto di infezione breakthrough. Non c’era alcuna associazione tra infezione breakthrough e sesso, etnia, stato di operatore sanitario, precedenti infezioni da Covid-19, utilizzo generale della mascherina o tasso di vaccinazione nella contea di residenza”, si legge nello studio.

Anche se le cause alla base delle differenze osservate nei tassi di infezione breakthrough meritano ulteriori studi, i nostri risultati suggeriscono che agli adulti più giovani, alle persone che hanno ricevuto la vaccinazione di Johnson&Johnson e alle persone che vivono nelle contee suburbane e rurali dovrebbero essere rivolte ulteriori strategie di mitigazione del rischio per impedire l’infezione e l’ulteriore trasmissione del SARS-CoV-2”, concludono i ricercatori nel loro studio.