Covid, torna alla ribalta l’ipotesi della nascita in laboratorio: “E’ possibile, ma per saperlo ci vorrebbe una confessione”

Il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità torna sul tema della creazione del Covid-19 in un laboratorio cinese

MeteoWeb

Tra i temi che, ormai da un paio d’anni a questa parte, vengono tacciati di complottismo dal mainstream, vi è sicuramente la questione delle origini del Covid. E’ nato in laboratorio? Sulla questione si sono espressi esperti di tutto il mondo, e ciò che se ne può dedurre oggi è che è ormai pressoché impossibile giungere ad una risposta certa.

“Tutte le ipotesi” sulle origini della pandemia “devono continuare a essere esaminate, dall’ipotesi della trasmissione da animale a quella della fuoriuscita dal laboratorio, la quale non è ancora stata categoricamente esclusa”. A sostenerlo, in un’intervista pubblicata sul ‘Corriere della Sera’, è il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus. Per il direttore generale dell’Oms: “I Paesi ricchi non hanno fatto abbastanza per vaccinare il mondo equamente. Ci sono stati alcuni sviluppi positivi ma chiaramente devono fare di più“. L’Oms ha chiesto di mettere in attesa almeno fino alla fine dell’anno i programmi di richiamo, cioè la terza dose. “Invece di vaccinare coloro che sono già vaccinati dobbiamo vaccinare coloro che corrono il rischio più alto” dice e sottolinea, inoltre, che “i Paesi del G20 possono sostenere l’obiettivo di derogare ai brevetti“.

Quanto allo stato della pandemia, Tedros Adhanom Ghebreyesus afferma: “Una cosa di cui siamo sicuri è che questo virus starà con noi per il futuro prevedibile e manterrà il potenziale per continuare a evolvere“.

A meno di una confessione completa con tutte le testimonianze, sarà difficile stabilire se il virus è stato creato in laboratorio“, ha dichiarato all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, dopo che il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità ha rilanciato i dubbi sull’origine di Sars-CoV-2, annunciando ulteriori indagini. “Nemmeno una confessione basterebbe a questo punto – afferma l’esperto – Servirebbero una serie di atti circostanziati che lo evidenzino. Sarà impossibile. Chi lo sa, è plausibile, ma in un discorso che è poco più che da bar – precisa Pregliasco – C’è la possibilità teorica”.

Pregliasco
Foto Matteo Bazzi / Ansa

Non so (nessuno sa) con quali strumenti e attraverso quali strade sarà possibile giungere alla verità sulle origini del virus SarS-Cov-2, chi potrà (e come) documentarne l’atto di nascita e certificarne l’autenticità, ma da medico considero più utile e sensato preoccuparsi di come affrontare in futuro un’ipotetica epidemia, e quali programmi di sinergia fra stati potranno evitare gli errori di questi ultimi due anni, perché su questo punto l’intero pianeta è chiamato ad interrogarsi seriamente“, ha dichiarato invece l’immunologo clinico e allergologo Mauro Minelli, coordinatore per il Sud Italia della Fondazione per la Medicina personalizzata, commentando la decisione dell’Organizzazione mondiale della sanità che ha proposto un nuovo team per condurre una seconda indagine che chiarisca definitivamente l’origine della diffusione di Covid-19, dopo le polemiche che hanno accompagnato la prima inchiesta.

Certamente possibile, magari poco probabile, ma non da escludere l’ipotesi di una nascita del Sars-Cov-2 in laboratorio. Detto questo mi auguro che non diventi il tormentone dei prossimi mesi, non solo perché il danno è stato già fatto, ma anche perché oggi le contromisure messe in atto ci stanno portando fuori dall’emergenza indipendentemente dalle ragioni che hanno causato la pandemia Covid“, conclude Minelli.

mauro minelli