Potentissima esplosione sul Sole scatena tsunami di plasma: blackout radio in Sud America, forte tempesta geomagnetica classe G3 in arrivo

Violenta esplosione sul Sole scatena uno tsunami di plasma e un'espulsione di massa coronale: domani è prevista una tempesta geomagnetica G3

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Una forte tempesta geomagnetica di classe G3 è prevista il 30 ottobre, quando l’espulsione di massa coronale (CME) prodotta da una potentissima esplosione sul Sole, un flare classe X1, colpirà il campo magnetico terrestre: tali tempeste possono innescare aurore visibili a occhio nudo fino all’estremo sud dell’Illinois e dell’Oregon (tipicamente 50° di latitudine geomagnetica) e aurore visibili con strumentazione specifica a latitudini ancora più basse.
Tempeste minori di classe G1 e G2 potrebbero persistere il 31 ottobre, mentre la Terra passerà attraverso la scia della CME.

tempesta geomagnetica classe g2 g3

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La CME del 28 ottobre

Un’espulsione di massa coronale (CME) è stata emessa  dal Sole il 28 ottobre, dall’esplosione della macchia solare AR2887, e si sta dirigendo verso la Terra. I coronografi SOHO hanno registrato la corsa della CME a una velocità superiore a 1260 km/s:

Ieri il Sole ha mostrato un picco di attività: alle 15:35 UTC la macchia solare AR2887 ha scatenato un brillamento di classe X1. L’esplosione ha creato un enorme tsunami di plasma che si è diffuso per l’intero disco solare:

L’onda di plasma era alta circa 100.000 km e si è spostata attraverso l’atmosfera solare a oltre 700 km/s. Queste vengono anche chiamate “onde di Moreton”, dal nome dell’astronomo americano Gail Moreton che le scoprì nel 1959. Le onde di Moreton spesso preannunciano l’emissione di una CME.

brillamento 28 ottobre
Il Solar Dynamics Observatory della NASA ha catturato l’immagine del brillamento solare del 28 ottobre 2021. Credit: NASA/SDO

Il bagliore ha causato un blackout radio temporaneo, ma forte, attraverso il lato della Terra esposto al Sole, nell’area del Sud America.

Il massimo solare del Ciclo Solare 25

La tempesta attesa non sarà l’ultima che vedremo. Il Sole si sta avvicinando a un periodo noto come massimo solare, la parte più attiva del suo ciclo di 11 anni. Durante il massimo, il campo magnetico del Sole, che genera le espulsioni di massa coronale e altre condizioni meteorologiche solari, è al suo massimo, provocando tempeste sempre più forti.
Si prevede che l’attività solare aumenterà gradualmente fino a luglio 2025, a quel punto rallenterà e si avvicinerà a un nuovo minimo solare, secondo la NASA.

Cos’è un brillamento solare (o flare)

I brillamenti solari sono le più violente esplosioni del Sistema solare, e si possono osservare anche su molte altre stelle: sono improvvisi aumenti di luminosità ben visibili nella bande dei raggi X, ma ci può essere emissione un po’ in tutte le bande, dal radio ai gamma. Nella banda X emette radiazione la corona solare, la parte più esterna dell’atmosfera del Sole, caratterizzata da tenue plasma a milioni di gradi. Durante i brillamenti, il plasma raggiunge temperature ben al di sopra dei 10 milioni di gradi e una luminosità che può superare quella dell’intera corona.
In ordine crescente di potenza, le classi sono A, B, C, M e X. Ogni classe è dieci volte più potente di quella precedente.
I flare hanno un andamento caratteristico della luminosità: un aumento repentino, seguito da una diminuzione molto più graduale. Non durano molto, da qualche minuto a qualche ora al massimo, e sono localizzati in piccole regioni sulla superficie del Sole.
Essendo canali magnetici chiusi che trattengono il plasma solare, queste regioni sono per lo più a forma di arco. A volte la forza del brillamento è tale da generare eruzioni solari, con nubi di plasma che vengono proiettate nello Spazio. I brillamenti sono più frequenti in periodi di alta attività solare, in presenza di intensi campi magnetici delle macchie. La causa dei flare viene fatta risalire a instabilità magnetiche, che accelerano particelle e liberano energia rapidamente, provocando l’aumento repentino della luminosità, seguito da un raffreddamento più graduale.

Cos’è un’espulsione di massa coronale

Un’espulsione di massa coronale (CME, acronimo dell’inglese coronal mass ejection) è un’espulsione di materiale dalla corona solare. Il materiale espulso, sotto forma di plasma, è costituito principalmente da elettroni e protoni: quando questa nube raggiunge la Terra può disturbare la sua magnetosfera.

Cos’è una tempesta geomagnetica

Quando sul Sole si verificano fenomeni di attività improvvisa e violenta, come i brillamenti, vengono emesse grandi quantità di particelle ad alta energia che viaggiano velocemente nello Spazio, a volte scagliate in direzione della Terra: questa corrente di particelle viene frenata e deviata dal campo magnetico terrestre, che a sua volta ne viene disturbato e distorto.
Quando avviene questo “impatto” la magnetosfera terrestre (la regione attorno alla Terra pervasa dall’azione del suo campo magnetico) subisce un forte contraccolpo che può causare blackout temporanei nelle reti elettriche o nei sistemi satellitari di comunicazioni. Alle tempeste geomagnetiche è anche associato il ben noto fenomeno delle aurore polari.