Il caso anticorpi monoclonali: negli ospedali frigoriferi pieni, “costano poco ed evitano il ricovero, avremmo evitato migliaia di morti”

Anticorpi monoclonali: nonostante costino molto meno di un ricovero e prospettino un'alta probabilità di guarigione, vengono usati poco "e non si capisce perché"

Secondo un’indagine dei virologi Ivan Gentile, Alberto Enrico Maraolo, Antonio Riccardo Buonomo, Mariano Nobili, Prisco Piscitelli, Alessandro Miani e Nicola Schiano Moriello, nel periodo tra aprile e agosto 2021 in Italia è stato curato dal Covid con gli anticorpi monoclonali solo il 9% dei contagiati sopra i 70 anni: nonostante costino molto meno di un ricovero e prospettino un’alta probabilità di guarigione, soprattutto se utilizzati precocemente, vengono usati poco “e non si capisce perché“.

La ricerca è stata svolta sui dati del Ministero della Salute che da aprile ad agosto ha registrato 777.502 casi di Covid di cui 70.022 di persone con oltre 70 anni, la categoria più a rischio, e infatti di questi 21.503 sono stati ricoverati in ospedale. Il dato relativo ai decessi è evidente: su un totale di 18.422 morti in quel periodo, 9.963 avevano oltre 70 anni. Nello stesso periodo i monoclonali sono stati usati su 6.322 persone.

Il trattamento con i monoclonali evita in buona parte dei casi il ricovero e porta alla guarigione, soprattutto se fatto nei primi 4-5 giorni dall’inizio della malattia. Ma questo trattamento viene fatto a una percentuale bassissima di persone, e non ne vediamo il motivo. Farebbe guarire la maggior parte dei malati evitandone ospedalizzazione e morte e farebbe anche risparmiare enormi somme di denaro alla sanità pubblica,” ha spiegato Gentile all’ANSA.

Secondo i ricercatori, ogni ricovero per Covid costa allo Stato circa 21mila euro in media, il monoclonale 1250 euro.

“Con monoclonali eviteremmo migliaia di morti”

La strada principale di lotta al Covid resta la vaccinazione, ma c’è anche chi si contagia e bisogna curarli con i monoclonali, in particolare le persone sopra i 70 anni, i diabetici, i cardiopatici. Trattarli in 4-5 giorni ci permette di non ospedalizzarli, guarisce la quasi totalità dei pazienti. Invece oggi si usano i monoclonali solo per il 9% dei contagiati, è un assurdo spreco, serve una svolta,” ha affermato Ivan Gentile, professore Ordinario di malattie Infettive dell’Università Federico II di Napoli, spiegando all’ANSA i risultati della ricerca effettuata insieme ai colleghi sull’uso degli anticorpi monoclonali. Il 9% dei contagiati di quella categoria d’età, ha proseguito Gentile, è “una percentuale bassissima per un’arma contro il Covid che funziona davvero, i monoclonali raffreddano la malattia e mando i pazienti a casa e quasi nessuno è tornato“.
I monoclonali ci sono e i virologi hanno sviluppato delle proiezioni su un uso davvero ampio: “Avremmo risparmiato usando i monoclonali sul 90% dei malati a rischio 13.798 ricoveri e 6.313 morti nel Paese. Stiamo parlando di questo, di numeri reali,” ha evidenziato Gentile.
I numeri riguardano anche la spesa sanitaria: in media un ricovero per Covid costa allo Stato in totale 21mila euro (57mila per un ricovero lungo in terapia intensiva, 16mila per un ricovero ordinario), mentre il monoclonale costa tra i 1000 e i 1500 euro, in media 1250.
I virologi hanno quindi avanzato una proposta: “Abbiamo i monoclonali, dobbiamo farli, ci basta un’organizzazione semplice. Quando si fa il tampone rinofaringeo si compila una scheda con i dati, basterebbe aggiungere le patologie come il diabete o la cardiopatia o l’immunodepressione e mettere questi cittadini in un elenco a parte, così quando hai un positivo sai subito che è eleggibile per il monoclonale e gli ambulatori lo convocano subito. Serve essere rapidi infatti: il Covid può cominciare spesso con un po’ di tosse e febbre, ma la cascata infiammatoria poi la fa esplodere e a quel punto è tardi per porre rimedio con il monoclonale,” ha concluso Gentile.