La testimonianza dell’ex manager di Facebook in Senato: “è come fumo e oppioidi, dovete intervenire”

L'ex manager che ha accusato Facebook di anteporre il profitto alla sicurezza degli utenti ha testimoniato davanti al Congresso USA

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Nella settimana più difficile per Facebook, tra crash e accuse di scorrettezza, il gruppo fondato da Mark Zuckerberg ha dovuto anche affrontare una seduta al Congresso statunitense hanno concordato sul fatto che nel social network qualcosa deve cambiare, in termini di trasparenza e di obiettivi.
Una sottocommissione del Senato ha ascoltato Frances Haugen, ex manager di Facebook, che ha denunciato nei giorni scorsi le scelte dell’azienda in termini di comunicazioni al mercato e di scelte di profitto.

Finché Facebook opera nell’oscurità non dovrà rendere conto a nessuno, e continuerà a fare scelte contro il bene comune,” ha affermato l’ex product manager della società Frances Haugen, la ‘talpa’ che ha rivelato la negligenza di Facebook nell’eliminare la violenza, la disinformazione e altri contenuti dannosi dalle sue piattaforme.
Haugen ha paragonato il social alle multinazionali del tabacco: “Quando abbiamo realizzato che le aziende del tabacco stavano nascondendo i danni che causavano, il governo ha agito. Quando abbiamo capito che le auto sono più sicure con le cinture di sicurezza, il governo è intervenuto. Anche oggi il governo agisce contro le società che nascondono le prove sugli oppioidi, io vi imploro di fare ora la stessa cosa,” ha osservato, implorando i parlamentari a fare lo stesso con il social.
L’ex manager ha sostenuto anche che la piattaforma non ha controlli, neppure da parte del suo “oversight board”, un gruppo regolatorio consultivo formato nel 2020 per fornire raccomandazioni indipendenti ai vertici. “Questa incapacità di vedere dentro i veri sistemi di Facebook – ha proseguito Haugen – conferma che essi funzionano come se il dipartimento dei trasporti regolamentasse le auto guardandole correre nelle autostrade: immaginate se nessun regolatore potesse correre in un’auto, misurare la pressione delle sue ruote, fare un crash test o sapere che potrebbero esistere le cinture di sicurezza“.

Frances Haugen Facebook
Foto Matt McClain / Ansa

Introducendo il dibattito, il presidente della sottocommissione, il democratico Richard Blumenthal, ha paragonato la dipendenza provocata dal social a quella causata dal tabacco, ma – ha aggiunto – “Big Tech ora deve affrontare un momento della verità” proprio come accaduto al settore del fumo. “Proprio come per le sigarette è provato che Facebook sa che i social provocano dipendenza” ha spiegato, ricordando come il gruppo “si è rifiutato di rivelare” ciò che sa sui comportamenti degli utenti e le conseguenze che può avere. “Anzi – ha aggiunto – Facebook ha portato avanti le sue tattiche anche quando era consapevole dei problemi che causavano” perché convinto “che il profitto sia più importante delle sofferenze provocate“. Blumenthal ha ringraziato Haugen perché “ha portato i documenti in suo possesso, e le informazioni che ha fornito sono una prova decisiva che Facebook sapeva” che l’utilizzo “poteva danneggiare i teenager, amplificando le loro insicurezze“.
Il senatore democratico ha invitato Mark Zuckerberg a testimoniare davanti al comitato e la Securities and Exchange Commission e la Federal Trade Commission a investigare su eventuali “mancate informazioni“. “I nostri figli sono le vittime, gli adolescenti di oggi che si guardano allo specchio provano dubbi e insicurezza: ma è Mark Zuckerberg che dovrebbe guardarsi allo specchio,” ha concluso.