L’eruzione del vulcano Cumbre Vieja non dà segni di indebolimento: La Palma ha un nuovo territorio di 38 ettari, chiuso l’aeroporto

Il Cumbre Vieja continua a emettere forti quantità di gas, non ci sono segni di indebolimento. La colata che arriva al mare continua al scorrere

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L’aeroporto di La Palma è temporaneamente “non operativo” a causa “dell’accumulo di cenere” emessa dal vulcano Cumbre Vieja, in eruzione dal 19 Settembre. Già nella serata di ieri le compagnie aeree Binter e Canarifly avevano annunciato la sospensione dei voli per e da La Palma. Ora è stato chiuso l’intero scalo fino a nuovo ordine.
Gli altri aeroporti delle isole Canarie sono operativi.
Un portavoce di Aena, l’ente che gestisce lo scalo, citato da El Mundo, ha riferito che l’aeroporto “non è operativo al momento” perché bisogna fare “lavori di pulizia” delle piste. Lo scalo già era rimasto chiuso per diversi giorni a fine settembre sempre a causa della cenere del vulcano.

Come previsto, con il cambiamento della situazione meteo, si rilevano variazioni sia nella qualità dell’aria che nell’accumulo di cenere.
Il regime del vento sta cambiando e l’altitudine dell’inversione termica è in diminuzione (può causare un blocco dell’inquinamento vicino al suolo). Anche per questo motivo la cenere ha fatto nuovamente la sua comparsa vicino all’aeroporto, situato ad est dell’isola.

L’eruzione del vulcano Cumbre Vieja prosegue

Il vulcano continua a emettere forti quantità di gas, indicando che non ci sono segni di indebolimento. La colata che arriva al mare continua al scorrere.

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Foto Miguel Calero / Ansa

Da alcune ore il vulcano mantiene un comportamento stabile, e questo fa bene a tutti,” ha affermato ieri pomeriggio il portavoce del Piano Speciale di Protezione Civile e di Emergenza Rischio vulcanico nella Comunità Autonoma del Isole Canarie (Pevolca), Miguel Ángel Morcuende. Le deformazioni del terreno sono in arretramento e la sismicità si è ridotta. C’è un’unica colata lavica attiva, quella che sfocia nel mare a ovest dell’isola, quindi non ci sono state nuove distruzioni di edifici.
Inoltre, il flusso sotterraneo del magma contribuisce al mantenimento dell’estensione del fiume di lava.

Nonostante le note positive, va evidenziato che “continua una potente emissione di anidride solforosa nel pennacchio del cono, che non permette di prevedere la fine dell’evento a breve termine,” ha precisato Morcuende.
Tra l’altro, l’esplosività del vulcano rimane invariata, seppure bassa: è stimata a due su una scala di otto dal National Geographic Institute (IGN). La colonna di cenere e gas si eleva a 3 km da un cono invariato per forma e dimensione, e che, da un momento all’altro, potrebbe creare nuove bocche.

Sull’isola di La Palma 422 ettari sono ricoperti da un manto lavico, distribuiti lungo una lingua che ha già un perimetro di quasi 36 chilometri. L’isola ha anche un nuovo territorio: la fascia che si estende sul mare misura quasi 38 ettari, si estende sia a nord che a sud e per oltre 500 metri dalla costa.

La sismicità ha concesso sollievo agli abitanti dell’isola: “Il numero di terremoti e la loro magnitudo sono diminuiti,” ha affermato María José Blanco, portavoce del comitato scientifico e vulcanologa dell’IGN. Nelle ultime ore sono stati registrati una decina di terremoti, di cui solo sei avvertiti. Il più forte, di magnitudo 3,7 è stato appena percettibile. Il tremore vulcanico, impronta energetica dell’eruzione, continua, ancora una volta ad essere “stabile“.